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HomeCronaca Strage di Pietralata, il biglietto d’addio: “Da soli non ce la facciamo”

Famiglia morta a Pietralata
Dozzine di lettere ai parenti:
"Da soli non ce la facciamo"

Tra i possibili moventi

la malattia della figlia e le difficoltà

di Roberto Abela01 Settembre 2026
01 Settembre 2026
Famiglia morta strage a Pietralata

Da sinistra, Valentina Pambianco, la figlia, il cane Teo e il padre Luca Abbasciano | Fonte: pagina Facebook "Morena. il Nostro Raggio di Sole"

ROMA — “Da soli non ce la facciamo”. È la frase che sintetizza il contenuto dei messaggi ritrovati nell’abitazione nel quartiere Pietralata di Roma, in via dell’Antracite, dove lunedì 31 agosto sono stati ritrovati i corpi senza vita di Luca Abbasciano (42 anni), la moglie Valentina Pambianco (41) e della loro bambina, affetta da una grave disabilità dalla nascita. Mentre gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, prende sempre più piede l’ipotesi dell’omicidio-suicidio. Pista rafforzata anche dal ritrovamento della pistola Glock, regolarmente detenuta da Abbasciano. Secondo i rilievi della polizia scientifica, sulle salme sarebbero presenti colpi d’arma da fuoco. Il movente sarebbe da ricercare nelle difficoltà economiche affrontate dalla famiglia nella cura quotidiana della figlia.

I messaggi senza risposta e la tragica scoperta

L’allarme è scattato intorno alle 13 di lunedì 31 agosto, dopo la segnalazione di un familiare che non riusciva a mettersi in contatto con la famiglia: preoccupato, aveva chiesto aiuto, ma una volta giunti sul posto i Carabinieri della Compagnia Roma Montesacro si sono visti costretti a forzare la porta dell’abitazione trovandosi di fronte alla scena del presunto omicidio-suicidio. Oltre ai cadaveri dei tre, sul posto è stato rinvenuto anche il corpo del loro cane, ucciso da un altro proiettile esploso con molta probabilità dalla stessa pistola. Proprio sull’arma restano alcuni nodi da sciogliere: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo l’aveva acquistata pochi mesi prima dei fatti, ottenendo però solo la licenza per la detenzione e non per il porto o l’uso. Resta poi da confermare chi abbia premuto il biglietto.

Il contenuto delle lettere

Secondo quanto riferito dall’Ansa, nell’abitazione i militari hanno trovato una dozzina di lettere scritte a mano, indirizzate ai rispettivi parenti della coppia e firmate da entrambi i coniugi. Nei biglietti i due avrebbero espresso le difficoltà economiche e emotive nel prestare le numerose cure richieste dalla loro unica figlia, nata prematura di sette mesi e con gravi problemi motori e alla vista. I testi conterrebbero anche disposizioni e ultime volontà dei coniugi. Per quelle stesse difficoltà, il nucleo familiare era seguito dai servizi, pur senza versare in condizioni di povertà assoluta.

L’impatto della disabilità sulla vita delle famiglie

Oltre che sulla vita di chi ne è affetto, la disabilità ha un impatto concreto anche nell’intero sistema famiglia. I dati che emergono dall’ultimo report 2025 della Fondazione Paideia — che ha indagato il fenomeno con oltre mille interviste — fotografano questo impatto sui diversi aspetti della quotidianità. Tra i genitori con figli con disabilità, uno su due ha vissuto discriminazioni sul luogo di lavoro e il 36% delle madri dichiara che l’essere genitore ha condizionato “moltissimo” gli avanzamenti di carriera. Più di sei famiglie su dieci hanno dichiarato di aver dovuto acquistare prestazioni sanitarie private per il figlio o la figlia con disabilità nell’ultimo anno. Il 24% dichiara che il figlio non frequenta “mai” amici al di fuori della scuola, contro il 3% del campione di bambini che non hanno disabilità, mentre il 39% non ha potuto partecipare a una gita scolastica negli ultimi due anni.

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