BERLINO – Un nuovo capitolo della tensione tra Mosca e l’Unione europea. Protagonista, questa volta, la Germania. L’incidente del drone all’aeroporto di Lipsia/Halle di inizio agosto sarebbe stato un tentativo di attentato su ordine di Mosca. Lo riferisce il quotidiano tedesco Bild, che cita fonti della sicurezza, secondo cui le tracce del drone con l’esplosivo condurrebbero a un servizio segreto russo. Fino ad oggi il governo federale tedesco si era astenuto da un’attribuzione diretta della responsabilità per i fatti di Lipsia, nonostante il cancelliere Friedrich Merz avesse già annunciato che le indagini fossero in fase di conclusione. Bild riferisce anche che Berlino agirà contro il Paese insieme ai partner europei. Si ipotizzano misure diplomatiche come la convocazione dell’ambasciatore russo presso il Ministero degli Esteri. Altri membri della rappresentanza di Mosca potrebbero essere dichiarati persone non gradite e costrette a lasciare la Germania. Eventuali e ulteriori sanzioni saranno concordate con gli altri Stati membri dell’Ue: il ministro degli Esteri Johann Wadephul sarebbe già in contatto con i suoi omologhi.
Mosca: “La risposta ad avventure anti-russe nel Baltico sarà devastante”
Anche da parte del Cremlino i toni sono tutt’altro che distensivi. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha affermato che Mosca darà adeguata risposta “agli organizzatori delle avventure anti-russe nel Baltico, e” che “sarà per loro devastante”. La funzionaria lo ha affermato durante un briefing a margine del Forum Economico Orientale a Vladivostok. “In caso di un’ulteriore escalation della situazione politico-militare nel Baltico la risposta della Russia agli istigatori di queste folli avventure anti-russe sarà decisa e devastante per loro”, ha dichiarato – citata dall’agenzia di stampa russa Tass – Zakharova, che ha definito inoltre alcune azioni tedesche “di stampo revanscista”. “Berlino dovrebbe riconoscere la portata della sua responsabilità. Nel secolo scorso, ad esempio, le provocazioni della Germania hanno costituito il preludio a processi globali terribili, spaventosi e mostruosi”, ha osservato la portavoce degli Esteri, ricordando che all’inizio del 2025 Berlino ha promosso una missione Nato di pattugliamento del Baltico e l’adesione della Germania, nel giugno 2026, al programma polacco ‘Scudo Orientale’, che prevede la costruzione di fortificazioni, sistemi di sorveglianza e depositi di armi al confine con Russia e Bielorussia. “Vediamo nelle azioni delle autorità tedesche di stampo revanscista, sentiamo nelle loro dichiarazioni, leggiamo nei loro articoli, l’ennesimo tassello di una falsa spirale di isteria anti-russa”, ha sottolineato Zakharova. Poco prima che parlasse Zakharova, il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul in Algeria ha dichiarato che “la Russia deve sapere che la Germania è un fattore di stabilità in Europa e che è sempre pronta a trattare, ma che non si lascerà in nessun modo intimidire”. “Dalla nostra parte non c’è alcuna reazione spropositata, ma una reazione se veniamo attaccati”, ha detto, rispondendo alla domanda se Berlino debba temere una controreazione russa al pacchetto di misure in preparazione come risposta all’attacco dei droni di Lipsia, di cui Berlino non ha ancora attribuito ufficialmente la responsabilità.
Mosca: “Ridicola la nomina di Fedorov al ministero della Difesa italiano”
Zakharova ha anche commentato la nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov a consulente del ministero della Difesa italiano, definendola “molto ridicola” e degna di una favola satirica di Gianni Rodari. La risposta del ministro della Difesa, Guido Crosetto, non si è fatta attendere: “Capisco che preferirebbero che le scelte per l’Italia potesse farle qualcuno che senta Mosca prima ma per adesso non è ancora così e si ragiona pensando solo a Roma e non Mosca, Kiev o Washington. Però qualcosa di positivo c’è: se ha letto Rodari, cosa che dubito, avrà capito che non vogliamo fare la fine del topo che mangiava i gatti e quindi serve anche l’esperienza sul campo. Ma dubito che lei o i nostri connazionali, che con il suo messaggio ha voluto mettere in moto, vogliano accettarlo, perché ci vorrebbero deboli e indifesi”.
Kallas: “Certi Paesi hanno missili intercettori in scadenza, li diano a Kiev”
Sul campo di battaglia, “luglio e agosto sono stati i mesi più duri per la popolazione civile in Ucraina dal punto di vista della mortalità, la Russia sta davvero alzando il tiro: gli ucraini hanno bisogno d’intercettori, alcuni Paesi li hanno e stanno scadendo”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al consiglio informale difesa. “Sarebbe quindi davvero ottimo se venissero forniti all’Ucraina, in modo che siano utilizzati per proteggere la loro popolazione”. “Stiamo chiedendo anche ad altri Paesi extraeuropei ma è difficile”, ha aggiunto.
Zelensky: “12 i morti nella notte, difesa aerea insufficiente”
In totale sono 12 le persone rimaste uccise, tra cui un cittadino indiano, e decine di altre quelle ferite negli attacchi russi che nella notte hanno colpito l’Ucraina. A fare il bilancio, in un post su X, è il presidente Volodymyr Zelensky. “La Russia pianifica sempre i suoi attacchi con l’obiettivo specifico di causare la massima distruzione possibile e di provocare danni alla popolazione – afferma – e ci riesce solo quando le capacità di difesa aerea sono insufficienti. Il numero delle vittime del terrorismo russo dipende direttamente da ogni nuovo pacchetto di aiuti”.
Droni sconfinano in Lettonia ed Estonia: decollano caccia Nato
La tensione si alza anche sul fronte dei Paesi Baltici. Secondo quanto riportato dall’emittente nazionale estone “Err”, alcuni droni hanno fatto scattare un allarme aereo notturno in Lettonia e successivamente sono entrati anche nello spazio aereo estone, dove i caccia alleati Nato della Missione di pattugliamento aereo del Baltico hanno continuato a cercarli. La notizia è riportata dalle agenzie di stampa dei due Paesi baltici. Alle 3:11 del mattino, le Forze di difesa estoni hanno emesso un avviso di minaccia aerea per diverse contee. Il tenente colonnello Uku Arold, capo del Dipartimento di comunicazione strategica delle Forze di difesa estoni, ha dichiarato che i droni avevano violato lo spazio aereo del Paese e che i caccia dell’Aeronautica turca, di stanza presso la base aerea di Amari in Estonia nell’ambito della missione di difesa aerea a rotazione della Nato, erano stati fatti decollare in risposta. “Ci sono stati droni che si sono mossi parallelamente al confine orientale dell’Estonia e anche a quello della Lettonia, entrando poi in territorio estone, motivo per cui abbiamo lanciato l’allarme”, ha dichiarato Arold. L’allerta è stata revocata prima delle 6 del mattino, dopo che i droni erano “entrati nello spazio aereo estone” durante la notte.


