BERLINO – Tra Europa e Russia il clima si fa sempre più rovente. Dopo che i ministri dell’Interno e degli Esteri tedeschi hanno accusato il Cremlino di aver programmato l’attacco (fallito) all’hub di Lipsia, piazzando due droni carichi di esplosivo e inviandone un terzo nei pressi degli aerei cargo che la Nato utilizza per trasportare aiuti militari in Ucraina, è stato un susseguirsi di reazioni e botta e risposta. Finora i governi europei avevano mostrato una certa reticenza nell’accusare apertamente Mosca dei ripetuti sconfinamenti e sorvoli di droni ma Berlino ha superato ogni timidezza. “La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia”, ha annunciato lapidario Alexander Dobrindt, il capo dell’Interno tedesco, e per questo “Casa Russia” e il consolato di Bonn verranno chiusi.
Mosca minaccia ancora
Mosca non l’ha presa bene. La Germania? “Meriterebbe un attacco diretto”, ha commentato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della federazione russa, Dmitry Medvedev, attaccando direttamente il governo di Friedrich Merz: “Date le politiche neonaziste e ferocemente russofobe dell’attuale leadership tedesca un atto di sabotaggio inventato è la punizione più blanda per i loro peccati”. Dal Cremlino rispediscono l’accusa al mittente, contestando la totale mancanza di prove e bollando le parole dei ministri tedeschi come “assurde”.
Nato e Ue sfidano il Cremlino
La presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, ha assicurato che “gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta chiara”, richiamando i Ventisette all’unità. La vicenda occuperà uno spazio importante nella riunione informale dei ministri degli Esteri organizzata oggi, 2 settembre, a Wicklow, in Irlanda. Anche in vista di questo appuntamento, Kaja Kallas, alto rappresentante Ue per la politica estera, ha lanciato un appello ai Ventisette: “Penso che questi attacchi ibridi in tutta Europa possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati così determinati su questo fronte. Se vogliamo porre fine a questa guerra, dobbiamo tutti concentrare i nostri sforzi e portarli a un nuovo livello”. Kallas ha poi annunciato che lancerà un gruppo di alto livello composto da ex leader politici e militari europei e ucraini, con il compito di elaborare nuove proposte per rispondere alle crescenti minacce russe. Anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha espresso solidarietà alla Germania: “I tentativi russi di intimidirci, di minare la nostra unità e volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno”.
Torna il dibattito sugli asset e lo spauracchio delle ingerenze russe
Ed ecco che ritorna l’ipotesi di usare gli asset russi congelati per aiutare Kiev. “Noi non siamo contrari in linea di principio – ha commentato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando in Irlanda -, però bisogna vedere se ci sono le posizioni giuridiche per farlo”. Il vicepremier ha poi messo in guardia dalla possibilità che il Cremlino tenti di condizionare l’elettorato e il voto italiano: “È una questione che riguarda tutta l’Unione europea, ma non è da escludere che possa accadere”.


