WASHINGTON – Non si arresta l’escalation nello Stretto di Hormuz, in seguito alla ripresa degli attacchi statunitensi all’inizio di questa settimana. Nella notte, il comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver completato una serie di attacchi contro target militari iraniani. Secondo quanto riferito, i raid conclusi il primo settembre hanno interessato siti di difesa aerea, sistemi radar, infrastrutture e mezzi marittimi, postazioni per la posa di mine e siti di comunicazione. Le forze iraniane hanno invece rivendicato attacchi contro obiettivi militari statunitensi. Le zone colpite sono negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Bahrein. In precedenza aveva già rivendicato la responsabilità di attacchi in Giordania e nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno. Secondo i media statali di Teheran, le Guardie della rivoluzione islamica hanno affermato di aver “attaccato con missili e droni alcune basi a Erbil”. Il raid ha distrutto un centro di manutenzione, magazzini e il “sistema di guida di un aerostato di sorveglianza statunitense”.
Pasdaran: “Abbiamo attaccato la residenza del comandante Usa in Kuwait”
I pasdaran hanno inoltre dichiarato di aver attaccato la residenza del comandante americano presso la base aerea di Ali Al Salem, nonché l’hangar dei droni e una rampa di lancio per droni in Kuwait. Diversi membri del personale nemico sono stati uccisi e alcuni droni sono stati distrutti nella base.
Raid Usa su festa di matrimonio. Teheran: “Risponderemo con fermezza”
Per quanto riguarda le vittime civili, l’Iran ha condannato il bombardamento americano su una festa di matrimonio a Sirik, nei pressi dello Stretto di Hormuz in cui almeno 5 persone sono morte e decine sono rimaste ferite, tra cui molti bambini. Si è trattato di un altro episodio della “serie di atrocita’ statunitensi dopo quelle di Minab, Lamerd, Qeshm”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, alla tv di Stato. L’Iran risponderà “con fermezza”, ha aggiunto il portavoce. “I bambini massacrati nella Scuola di Minab, poi i ragazzi macellati nella Palestra sportiva di Lamerd. Ora il matrimonio: altri bambini uccisi con le famiglie”, ha elencato il presidente del parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf, ricordando su X precedenti bombardamenti americani su obiettivi civili. “Se un potere agisce come Satana, sceglie bersagli come Satana e uccide come Satana, è Satana”.
Trump: “Se l’Iran risponderà ne rimarrà ben poco”
Il capo della Casa Bianca, Donald Trump, ha scritto sul suo social Truth che gli Usa stanno “colpendo obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz”. “Se l’Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità”, ha continuato. Il presidente Usa ha aggiunto che il nuovo raid che potrebbe scattare se Teheran rispondesse non sarebbe comunque “l’attacco decisivo: quello è già pronto e, una volta concluso, dell’Iran rimarrebbe ben poco”.


