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HomeCultura L’allarme dell’Onu sul clima: “Il pianeta è in pericolo”

L'allarme dell'Onu sul clima
"Il pianeta è in pericolo"
El Niño durerà fino a febbraio

Il riscaldamento globale sopra 1,5°C

Tre uragani in pochi giorni nel Pacifico

di Clara Lacorte03 Settembre 2026
03 Settembre 2026
clima

Il riscaldamento globale | Foto Pexels

NEW YORK – Ormai è quasi certo: il riscaldamento globale supererà la soglia di 1,5 gradi in più rispetto ai livelli preindustriali, il limite posto dagli accordi di Parigi del 2015. E di fronte all’ennesimo allarme sul clima del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – che parla di un fenomeno di “proporzioni gigantesche” pronto a devastare il nostro pianeta – la diplomazia internazionale continua a galleggiare nell’inerzia mentre le conseguenze del riscaldamento globale sembrano irreversibili.

Onu: “Il pianeta è in pericolo”

Secondo quanto registrato dall’agenzia Onu, il fenomeno El Niño è destinato a diventare “molto intenso” e quasi sicuramente “persisterà fino a febbraio”. “El Niño ha il potenziale di infliggere un colpo devastante alle comunità e alle economie di tutto il mondo”, ha affermato con forza la segretaria generale dell’organizzazione meteorologica mondiale (Omm) delle Nazioni Unite Celeste Saulo. “Stiamo già assistendo a sconvolgimenti e devastazioni causati da siccità e inondazioni e prevediamo che questi impatti aumentino con l’intensificarsi di El Niño”. “Mai prima d’ora, nei 50 anni di storia dell’Omm, abbiamo avviato una mobilitazione di tale portata con i servizi meteorologici e idrologici nazionali che sono in prima linea nel fornire previsioni e servizi per salvare vite umane e mezzi di sussistenza. Non c’è tempo da perdere”, ha concluso Saulo.

Che cos’è El Niño

Si tratta di un fenomeno climatico che si manifesta ogni due o sette anni attraverso un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale e che può persistere per diversi meni. El Niño è generato da un’anomalia termica dovuta all’indebolimento dei venti alisei che impediscono alle correnti fredde di risalire lasciando che l’acqua calda si accumuli in profondità. Oltre a provocare disastri ambientali, El Niño rilascia enormi quantità di calore nell’atmosfera, arrivando a innalzare temporaneamente la temperatura media dell’intero pianeta.

Il 2027 è l’anno più caldo mai registrato

L’aumento del calore causato da El Niño sta già avendo ripercussioni, dall’aggravarsi degli incendi boschivi in Indonesia all’indebolimento delle piogge monsoniche in India.
Il 2027, secondo gli esperti, è l’anno più caldo di sempre. A conferma di ciò il Guardian ha stimato che El Niño sarà probabilmente il più intenso degli ultimi mille anni e aggiungerà ulteriore calore a un’atmosfera dove le temperature stanno già aumentando rapidamente a causa del riscaldamento globale. E l’alluvione in Nepal delle scorse settimane, generata probabilmente dal crollo di una porzione di ghiacciaio, ne è la prova.

Tre uragani in pochi giorni nell’Oceano Pacifico

Proprio in questi giorni tre potenti uragani si sono abbattuti sull’Oceano Pacifico, un fenomeno che gli esperti hanno attribuito al riscaldamento delle acque. Al largo della costa della Bassa California, la tempesta tropicale Marie si è trasformata in uragano nella tarda serata di mercoledì. “Un evento raro” ha dichiarato Julia Cole, climatologa dell’Università del Michigan. “Il riscaldamento causato da El Niño crea le condizioni per queste tempeste, che sono alimentate in gran parte dalle acque calde: quando il Pacifico tropicale è più caldo del normale, assistiamo a un aumento delle tempeste violente”, ha spiegato Cole.

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