VENEZIA – Il cinema si fa politica all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica a Venezia. E lo fa attraverso la voce di George Clooney, l’attore premiato nella serata di ieri, 2 settembre, con il Leone d’oro alla carriera. “Non è facile – ha detto la star nell’incontro con la stampa – vivere in un Paese che è guidato dalle persone meno capaci di farlo. A novembre ci sono le elezioni di midterm che saranno sicuramente un momento per tirare le somme”.
Il divo ha parlato dell’America senza mai citare Trump
“E se va tutto bene – ha continuato il divo parlando dell’America senza mai citare Trump – torneremo a una situazione di maggiore normalità. L’idea poi che la crudeltà sia alla base e faccia parte del divertimento del mondo e che un segretario alla Difesa, Pete Hegseth, abbia twittato una foto sulle donne delle forze armate canadesi ridendoci su è davvero una cosa assurda. Questa è ‘kakistocrazia’ (il governo dei peggiore, ndr)”.
Clooney: “Preoccupante lo stato del giornailsmo”
“Ma dov’è finito – ha insistito il 65enne – il senso della decenza? Supereremo anche questo e ne emergeremo migliori”. Figlio del giornalista tv Nick Clooney, George si è soffermato anche sulla situazione del mondo dei media: “Lo stato del giornalismo oggi? I più ricchi del mondo attualmente sono proprietari del Washington Post, di Twitter e delle maggiori fonti delle nostre informazioni, è preoccupante”.
“Preoccupante non riconoscere la realtà sul clima”
Il focus è passato poi sull’emergenza climatica. “Quest’estate – ha raccontato l’attore – eravamo a Como e anche lì ci sono stati grossi incendi, è stata un’estate straordinariamente secca e calda. La cosa però che mi diverte sempre quando si discute di cambiamento climatico, sono quelli che dicono che non esiste. Che cosa faremmo se ne riconoscessimo la realtà? Probabilmente si creerebbero migliaia di nuovi lavori green e sarebbe di beneficio in ogni caso”.
Dall’intelligenza artificiale alla vita privata
Clooney ha toccato diversi punti, dall’intelligenza artificiale che “inganna” alla fusione tra Paramount e Warner Bros che “preoccupa”. Ma a conquistare di più è stato il lato umano. “Ho due bambini – ha raccontato alla stampa – e così non faccio più il regista per poter passare del tempo con loro. Ho 65 anni e tutto è malinconico. È normale, ma mi sento fortunato: ho una moglie incredibile e due figli spettacolari. La vita per me è bella anche se ci sono tante cose del mondo che non vanno bene”.


