MOSCA – “Una soluzione alla guerra è possibile”. A dirlo è il presidente russo Vladimir Putin, che ha parlato alla sessione plenaria dell’Eastern Economic Forum a Vladivostok. Stati Uniti e Cina sono pronti a sostenere la pace, ma il problema deve essere risolto dai “due protagonisti”, aggiunge.
Ma “le minacce del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di rendere ‘totalmente insicuro’ lo spazio aereo russo per i voli civili complicano le possibilità di condurre negoziati di pace bilaterali”, sottolinea il leader russo.
Il ruolo degli Stati Uniti
Sul tavolo diplomatico, Putin assicura che i contatti tra Mosca e Washington proseguono. Il presidente Usa Donald Trump è orientato a un lavoro positivo e costruttivo con la Russia. Quanto al dialogo con l’Ucraina intermediato dalla Casa Bianca, sostiene che “sta funzionando”.
Le ritorsioni russe contro la Germania
A tenere banco è anche la questione russo tedesca. Dopo il caso droni di Lipsia continua il botta e risposta tra i due Paesi. Le porte delle sedi russe del Goethe-Institut (Istituto culturale della Repubblica Federale Tedesca) saranno chiuse. A dichiararlo è il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, che ha aggiunto come la decisione sia stata presa dopo che la Germania ha sbarrato le porte della Casa Russa a Berlino e il Consolato Generale a Bonn, ritenendo che il drone precipitato a Lipsia fosse russo “senza alcuna prova”. Ma le prove, invece, ci sono.
Identificati un russo e un bielorusso
Gli investigatori hanno identificato due degli esecutori materiali: uno russo e uno bielorusso. Sarebbero il capo missione e l’uomo della logistica. Il secondo è entrato in Europa ottenendo un visto all’ambasciata italiana di Minsk, senza passare dal nostro Paese.
Minacce russe sull’Europa
Cresce la paura di una minaccia russa in Europa e l’Ue si stringe attorno alla Germania. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha incontrato il segretario generale della Nato Mark Rutte e in un punto stampa ha definito i fatti di Lipsia “una nuova escalation sul suolo dell’Unione”. I 27, quindi, si dichiarano pronti a intensificare la pressione su Putin, dato il numero in aumento di droni e missili nello spazio aereo Nato. Mentre l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha detto che quanto accaduto a Lipsia rappresenta “un atto di terrorismo”.


