ROMA – 121 reti complessive nelle prime quattro giornate di Serie A, contro le 102 della scorsa stagione. 104 i gol complessivi in Serie B contro i 91 di un anno fa. E per la prima volta nella storia, nessuno 0-0 registrato. E se chi ben comincia è a metà dell’opera, gli appassionati dello sport più seguito al mondo possono aspettarsi una stagione ricca di emozioni e colpi di scena.
In campo si perde meno tempo
Il primo grande motore di questo cambiamento è di natura regolamentare e arbitrale. Le nuove linee guida introdotte per contrastare i cosiddetti “tempi morti” hanno trasformato l’andamento dei match. Gli arbitri infatti hanno adottato un metodo permissivo: meno fischi sui contatti leggeri, evitando così di spezzettare il gioco il meno possibile, ispirandosi al modello seguito dal campionato inglese della Premier League. Una novità su questo fronte riguarda anche i portieri che in Serie A e B: i numeri uno hanno infatti a disposizione solo 8 secondi di tempo per liberarsi del pallone quando lo controllano con le mani e 5 se devono procedere con un calcio di rinvio da terra. Così questa mattina ai microfoni della Rai il designatore per i campionati di A e B Daniele Orsato: “I miei ragazzi stanno facendo un lavoro straordinario per cercare di velocizzare di più il gioco”.
Le nuove filosofie di gioco
Se poi a queste regole affianchiamo allenatori in grado di imporre nuove filosofie di gioco più offensive e meno conservatrici, il calcio italiano può abbracciare lo spettacolo a sfavore del catenaccio. Capofila di un calcio più offensivo, dinamico e prestante l’allenatore del Como Cesc Fabregas, che solo l’anno scorso raggiungeva il primo storico piazzamento europeo per il club che nel 2024 giocava in Serie B. Costruzione dal basso, aggressione alta e accettazione di rischiare più contropiedi pur di produrre un calcio offensivo: questi i capisaldi del tecnico spagnolo.
La questione della difesa alta
In queste prime giornate anche il modo di difendere delle squadre sembra mutato. Sembra si stia privilegiando un sistema di gioco più offensivo con le linee difensive, dunque, più alte: questo espone i difensori a lasciare molto campo dietro le loro spalle favorendo così duelli in campo aperto in grado di favorire gli attaccanti veloci. E se il celebre giornalista Gianni Brera era certo che “la partita perfetta finisce 0-0”, le novità di quest’estate mirano a smentirla.


