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HomeEsteri Onu, Trump apre l’Assemblea e incontra Zelensky. Iran pronto a discutere la pace

Onu, Trump apre l'Assemblea
e incontra Zelensky
L'Iran vuole discutere la pace

Parigi lavora a risoluzione per Hormuz

G7 avverte gli Houthi: "Basta attacchi"

di Antonio Fera22 Settembre 2026
22 Settembre 2026

Il presidente Usa Donald Trump all'Assemblea Generale Onu del 2025 | Foto Ansa

NEW YORK – Si apre, in quella che il segretario generale António Guterres ha definito “un’era di profonda incertezza”, il dibattito dell’81esima Assemblea delle Nazioni Unite. Ma mentre i leader mondiali si alterneranno sul palco del Palazzo di Vetro – con assenze pesanti – la partita diplomatica si giocherà soprattutto lontano dai riflettori. Donald Trump, arrivato ieri a New York, interverrà alle 9.55 locali, le 15.55 in Italia. Poco più di tre ore dopo, vedrà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E proprio a New York l’Iran proverà a riaprire il dialogo con Washington: Teheran si dice pronta a sbloccare lo Stretto di Hormuz entro sette giorni in cambio di un allentamento della pressione militare Usa.

Macron: “Con Trump colloquio costruttivo su Mar Rosso e Ucraina”

Nella notte, a margine dell’Assemblea, Donald Trump ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron. Un colloquio che il capo dell’Eliseo ha definito “molto costruttivo”. Al centro dell’incontro il Mar Rosso e la guerra in Ucraina. Macron ha spiegato di aver discusso con Trump di come “garantire maggiore sicurezza” alle rotte del petrolio e della necessità di accelerare il sostegno a Kiev, in particolare con l’invio di un maggior numero di intercettori. “Le popolazioni civili devono essere protette e dobbiamo avviare al più presto una negoziazione seria sulle condizioni di pace tra la Russia e l’Ucraina”, ha scritto Macron su X.

Francia al lavoro su una risoluzione Onu per sbloccare Hormuz

Sul tavolo dell’Onu arriva anche il dossier Hormuz. La Francia sta lavorando a una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza per sbloccare lo Stretto e garantire la libertà di navigazione. Parigi punta a costruire un fronte comune con Washington e gli altri partner, portando così la crisi davanti al massimo organismo delle Nazioni Unite. L’obiettivo è arrivare a un testo condiviso che permetta di riaprire una delle rotte marittime più strategiche al mondo.

Iran: a New York per discutere con gli Usa i dettagli del piano di pace

Intanto da Teheran arriva una prima apertura. L’Iran sarebbe pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, a condizione che gli Stati Uniti compiano i primi passi verso un allentamento della pressione militare. La proposta, secondo l’agenzia giapponese Kyodo, sarebbe già stata trasmessa a Washington attraverso alcuni mediatori e prevede anche la ripresa dei negoziati per mettere fine alle ostilità tra i due Paesi. Teheran punta proprio sui giorni dell’Assemblea generale dell’Onu per intensificare i contatti con i Paesi intermediari. Escluso, almeno per ora, un faccia a faccia tra Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, anche se da Teheran fanno sapere che resta possibile “avanzare verso un accordo”.

Il G7 avverte gli Houthi

Sulla crisi interviene anche il G7. Riuniti a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, i ministri degli Esteri hanno chiesto agli Houthi di fermare “immediatamente” attacchi e minacce contro il traffico marittimo. Il rischio, avvertono, è alimentare una nuova escalation e mettere sotto pressione il commercio internazionale, con conseguenze sulle catene di approvvigionamento di energia, fertilizzanti e prodotti alimentari. Un messaggio è rivolto anche all’Iran, chiamato a interrompere la fornitura di armi e il sostegno al gruppo yemenita. Il G7 ha infine ribadito il sostegno al governo dello Yemen e all’unità e all’integrità territoriale del Paese.

Zelensky: “A New York incontro con Trump, priorità avvicinare la pace”

Intanto anche Volodymyr Zelensky è arrivato a New York, con la first lady Olena Zelenska e la delegazione ucraina. Una ventina gli incontri in programma, a partire da quello con Trump, oltre ai colloqui con i leader europei, esponenti del Congresso americano e rappresentanti di organizzazioni internazionali. In agenda anche la firma di un nuovo accordo sui droni. “La priorità assoluta è avvicinare la pace e proteggere la vita dei nostri cittadini”, ha scritto il presidente ucraino sui social, annunciando “proposte concrete” sulla sicurezza e sulla de-escalation. Zelensky ha già incontrato Macron. Al centro del colloquio la sicurezza e il pacchetto di aiuti per affrontare l’inverno, ma soprattutto il rafforzamento della difesa aerea ucraina. Kiev e Parigi lavorano alla possibilità di produrre in Ucraina sistemi antiaerei e i relativi missili e al programma antibalistico Freja, sviluppato insieme ai partner. I primi risultati, secondo Zelensky, sono attesi entro la fine dell’anno.

Sanchez diserta il ricevimento di Trump

Pedro Sanchez non parteciperà al ricevimento offerto da Trump ai leader presenti all’Assemblea generale dell’Onu. Madrid parla di “motivi di agenda”, anche se nel programma ufficiale del premier spagnolo non risultano altri impegni in contemporanea. Sanchez sarà comunque al Palazzo di Vetro per l’apertura del dibattito generale e, nel corso della giornata, incontrerà anche il premier britannico Andy Burnham.

I lavori dell’Assemblea, tra leader e assenze pesanti

Ad aprire i lavori dell’Assemblea sarà António Guterres, con il tradizionale discorso sullo “stato del mondo”. Per primi interverranno Trump e Macron, mentre saliranno sul palco il 23 settembre Zelensky e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Il giorno dopo, sarà la volta di Benjamin Netanyahu e del presidente palestinese Mahmoud Abbas, costretto però a intervenire in videocollegamento dopo il mancato visto da parte degli Stati Uniti. Ma a pesare sono anche le assenze. Xi Jinping salterà l’Assemblea, ma è atteso a Washington per il faccia a faccia con Trump. Non saranno a New York neppure Vladimir Putin, Narendra Modi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con l’Italia rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. I lavori si chiuderanno il 29 settembre con la riunione di alto livello sull’eliminazione delle armi nucleari. Sarà anche l’ultima Assemblea generale con Guterres alla guida dell’Onu: il suo secondo mandato terminerà il 31 dicembre, dopo dieci anni al vertice dell’organizzazione. Il nuovo segretario generale entrerà in carica il primo gennaio 2027.

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