ROMA – “Quando il presidente Mattarella era ministro dell’Istruzione nel governo Andreotti redigeva circolari invitando a distribuire gli studenti stranieri”. Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha replicato ieri 22 settembre al capo dello Stato, che aveva citato la Costituzione sul diritto allo studio.
Il contenuto della circolare
Meloni aveva fatto riferimento a una circolare del 1990, che indica un numero massimo di studenti stranieri per classe: meno di cinque, per imparare l’italiano più rapidamente stando a contatto con i compagni che già lo parlano. Inoltre, la vecchia circolare raccomandava di superare i cinque studenti solo in occasione di attività dedicate alla lingua. Il testo suggeriva di seguire queste indicazioni “ove possibile”, al fine di promuovere l’educazione interculturale.
Il confronto della premier tra i due provvedimenti, quindi, non sembra stare in piedi, come ha analizzato Avvenire: “Il contesto è radicalmente diverso. Le circolari di Mattarella affrontavano una questione emergente, dai numeri non paragonabili a quelli di oggi, con una distribuzione della popolazione tra centri e periferie diversa da quella odierna. E la dinamica che si voleva evitare è che di fronte alla sfida che si affacciava, la scuola si rifugiasse in classi che accorpassero gli stranieri tutti insieme. Quasi 40 anni dopo, è un’altra Italia, è un’altra scuola”.
L’opposizione all’attacco di Meloni
Sullo “scontro” Meloni-Mattarella è intervenuta la segretaria del Pd Elly Schlein: “Tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cercando di trascinarlo sulla polemica del giorno, è segno di una totale mancanza di senso dello Stato. Una cosa di cui l’Italia non ha assolutamente bisogno”, spiega.
Valditara: “Nessuno scontro con il Quirinale”
Il ministro dell’Istruzione Valditara da New York ha provato a spegnere la polemica Chigi-Colle: “Non c’è nessuno scontro con il Quirinale. La nostra iniziativa come ha detto anche Mattarella, va nella direzione dell’integrazione. Noi vogliamo che i ragazzi stranieri che non parlano adeguatamente la nostra lingua possano non essere ghettizzati”.
L’appello di Papa Leone ai minori stranieri
Questa mattina, durante l’udienza generale, Papa Leone ha lanciato un appello rivolto ai migranti, specialmente ai minori costretti ad abbandonare la propria terra. “I bambini e gli adolescenti sono i più vulnerabili, spesso vivono sofferenze indicibili, violenze, torture, sfruttamento, condizioni traumatiche. Faccio un appello alla responsabilità di tutti”.


