L’AQUILA – Sono tornati nella loro “casa nel bosco” i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, almeno per il tempo di una merenda. La coppia, finita al centro dei riflettori per lo stile di vita con cui ha scelto di crescere i bambini, si è riunita con i piccoli il 29 settembre dopo l’allontanamento voluto dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila. “Rimarranno solo un’ora e mezza – dichiara il legale dei coniugi, Simone Pillon – ma è un passo verso il rientro a casa definitivo”.
Le condizioni del ricongiungimento
Il primo settembre giudici hanno stabilito che il ricongiungimento familiare sarà graduale. Dopo quasi 11 mesi di assenza, nella giornata di ieri il primo passo: un pomeriggio passato con i propri genitori tra giochi e merende in giardino. “Sono stati accolti dall’abbraccio di mamma e papà – racconta Pillon – circondati dagli animali della piccola fattoria”. Tra 15 giorni i bambini, che attualmente vivono in una casa famiglia in provincia di Chieti, potranno dormire in casa, ma rimane come condizione necessaria l’avvio di un percorso monitorato dai servizi sociali.
Lo psichiatra della famiglia: “Un legame vero e autentico”
Per Tonino Cantelmi, medico psichiatra che segue la famiglia nel bosco, l’incontro è stato commovente e pieno di gioia: “C’è un legame vero e autentico fra questi bambini e i loro genitori: questa potenza sta frantumando pregiudizi, visioni distorte e incredibili storture nella gestione di questo caso”. L’ipotesi che un tale legame venga ostacolato o addirittura distrutto è, secondo Cantelmi, “una scelta sproporzionata. Per fortuna questo legame è indistruttibile”.
L’ultimo incontro una settimana fa
Il riavvicinamento graduale è iniziato già una settimana fa, quando i coniugi hanno incontrato i bambini a Palmoli nella casa messa a disposizione dal sindaco. “La mamma Catherine aveva preparato i biscotti allo zenzero – ricorda l’avvocato Pillon – e poi hanno preparato tutti insieme la cena”.


