ROMA – Greta Garbo potrebbe tornare a interpretare un nuovo ruolo cinematografico a 36 anni dalla sua morte. Non è un paradosso, ma la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale. La leggendaria attrice svedese, infatti, è già tornata sugli schermi di computer e smartphone in uno spot della svedese Skf, colosso dei cuscinetti a sfera. Un fatto che ha incuriosito gli eredi della diva, che non hanno scartato l’ipotesi di un ritorno al cinema a oltre un secolo dal debutto.
Non è un caso che proprio la multinazionale scandinava abbia fatto rinascere la Divina. L’azienda di Göteborg aveva con l’attrice un legame che risaliva agli inizi della carriera: la sua seconda apparizione sullo schermo fu proprio in un filmato promozionale della Skf nel 1921.
Niente immagini o video: solo prompt testuali
L’esperimento pubblicitario è unico nel suo genere e apre nuove strade: i creatori dello spot non hanno fornito all’IA foto o filmati della Garbo perché il materiale era protetto dal copyright e hanno invece utilizzato prompt testuali per ricrearne le sembianze, dagli inconfondibili occhi azzurro ghiaccio al caschetto biondo e ondulato. A interpretare la diva è stata un’attrice in carne e ossa sulla quale è stato sovrapposto il volto generato dai bot. La voce è stata invece ricostruita partendo da una registrazione tratta da uno dei suoi primi film.
“Perché non riportare la Divina sullo schermo?”
“Sbalordito” per la resa dell’esperimento pubblicitario, così si è detto Craig Reisfield, uno dei pronipote e dei tre discendenti che amministrano l’eredità dell’attrice. Reisfield ha raccontato al the Guardian di essere rimasto colpito per quanto era realistica la versione digitale della prozia. Alla domanda “se una Garbo ricreata dall’IA potrà un giorno essere scritturata per un vero film”, lui non ha chiuso la porta: “Non dirò di no. Dopo quello che ho visto, perché non riportare Greta Garbo, in qualche modo, in un ruolo cinematografico?”.
Si riaccende il dibattito etico sulla “ghostploitation”
Una riflessione sulla “ghostploitation”, però, è d’obbligo e di sicuro il dibattito si è riacceso. Il fenomeno riguarda l’utilizzo, attraverso l’intelligenza artificiale, dell’immagine di attori scomparsi: tra i casi più recenti c’è quello di Val Kilmer ‘resuscitato’ nel 2025 per As Deep As The Grave, mentre per Judy Garland, James Dean, Burt Reynolds e Laurence Olivier nel 2024 ElevenLabs ha ottenuto dagli eredi il permesso di ricrearne le voci per leggere libri, articoli e altri testi.


