Aiuti all'Ucraina congelatiCosì Trump voleva indurre Kiev a indagare Biden junior

Ordinò il blocco di 391 mln di dollari prima della telefonata con Zelensky

Utilizzare i fondi stanziati per aiuti economici come arma di ricatto per ottenere che un Paese straniero indagasse sul figlio di un suo possibile avversario politico nella campagna presidenziale del 2020. È quanto avrebbe fatto Donald Trump, ordinando al capo di gabinetto della Casa Bianca di congelare oltre 391 milioni di dollari di aiuti all’Ucraina, alcuni giorni prima della ormai controversa telefonata del 25 luglio scorso col nuovo presidente, Volodymyr Zelensky. A riportarlo è il Washington Post, spiegando che l’ordine fu comunicato al Pentagono e al Dipartimento di Stato. Nella telefonata Trump avrebbe pressato il presidente ucraino per ottenere l’aperta di un’indagine per corruzione contro Hunter Biden, figlio di Joe, uno dei candidati alle primarie del Partito Democratico che si svolgeranno il prossimo 3 febbraio. Hunter faceva affari in Ucraina negli anni in cui il padre era vicepresidente degli Stati Uniti nel governo guidato da Barack Obama ma finora non sono emerse prove di comportamenti illegali o di corruzione.

Trump, poco prima della conferenza dell’Onu sul clima, rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva conto della telefonata con Zelensky ha detto: “Stiamo sostenendo un paese, vogliamo essere sicuri che quel paese si stia comportando in maniera onesta”. Nei giorni scorsi aveva dichiarato di aver parlato dei Biden con il nuovo leader di Kiev perché “non portassero corruzione in Ucraina”. Le reazioni dei dem alla notizia non si sono fatte attendere, molti si sono spinti a ipotizzare la messa in stato di accusa per il presidente Trump. Alexandra Ocasio Cortez, la deputata newyorkese diventata la leader della sinistra dem, ha affermato che “il più grande scandalo nazionale non è il comportamento del presidente che viola la legge, ma il rifiuto del partito democratico di avviare l’impeachment per questo”.

Intanto alla vigilia del vertice con Trump, Zelensky è tornato a ribadire che “Kiev ha bisogno del sostegno Usa” e che si aspetta che “l’incontro di domani con il presidente americano Donald Trump sarà significativo e sostanziale”.

 

Marco Valentini

Marco Valentini nasce a Rieti il 14 marzo 1988, si diploma al Liceo Classico M.T. Varrone e successivamente consegue la laurea in Scienze dell'amministrazione pubblica e giudiziaria presso l'università di Teramo. Appassionato di politica, sport, cinema e serie tv.