Al via il Consiglio europeoTensioni con paesi frugalisul tema del Recovery Fund

Conte: No partita contabile, in gioco UE Olanda chiede garanzie forti dagli Stati

Entrano nel vivo a Bruxelles le difficili trattative del Consiglio europeo, chiamato a trovare un compromesso sul Recovery Fund, il piano di aiuti della Commissione per sostenere le economie dei paesi membri messe in crisi dalla pandemia di Covid-19.
“La linea rossa italiana è che la risposta Ue sia adeguata ed effettiva, cioè concretamente perseguibile”, ha detto il premier Giuseppe Conte all’arrivo nella capitale belga, sottolineando che non si tratta di “una partita contabile” perché, secondo il presidente del Consiglio, “c’è in gioco l’Europa”.

Parole forse indirizzate al suo omologo olandese Mark Rutte, che vorrebbe porre veti sulle riforme dei singoli paesi e frena: “La possibilità di trovare un accordo è più bassa del 50%. Ciò che riteniamo molto importante è che i Paesi facciano delle riforme. Se vogliono che concediamo sovvenzioni invece di prestiti, cosa che in realtà noi non consideriamo così positiva, allora diciamo che devono dare garanzie molto forti” sul fatto che “queste riforme saranno attuate”, ha proseguito l’olandese, sottolineando che i Paesi Bassi non sono gli unici tra i ventisette ad avere linee rosse. Il Consiglio europeo è uno “scambio permanente di migliaia di veti”, ha concluso Rutte, precisando di essere giunto a Bruxelles con l’obiettivo di convincere gli altri leader con dei “ragionamenti”, piuttosto che minacciare un veto.

Più ottimista il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, fiducioso che alla fine si giungerà a un’intesa: anche se l’incontro di oggi “sarà difficile, sono convinto che con coraggio politico sia possibile raggiungere un accordo. Abbiamo lavorato duramente per preparare questo vertice – continua il belga – non si tratta solo di soldi ma di persone, del futuro dell’Europa, della nostra unità”.

La cancelliera tedesca Angela Merkel infine lancia un invito chiaramente rivolto ai paesi frugali: “Dobbiamo guardare in faccia la realtà” della crisi “e tutti devono davvero essere disposti a scendere a compromessi in modo da poter ottenere qualcosa di buono per l’Europa”. Sarebbe auspicabile giungere oggi a un risultato” sul Recovery Fund.

Laura Bonaiuti

Laura Bonaiuti è nata a Fiesole (Fi) nel 1992. La sua passione è il giornalismo in qualsiasi sua forma. Vuole raccontare storie su carta, online, in televisione, su youtube e potenzialmente dappertutto. Ha scritto, tra gli altri, per La Repubblica (cartaceo e online) e ha collaborato con il programma televisivo Matrix su Canale 5 a Roma, dove si è trasferita da agosto 2017. Fa parte della redazione del mensile cartaceo “The New’s Room”. Adesso è giornalista praticante presso LUMSA Master School dove studia nel biennio 2018-2020. Nel maggio 2015 ha pubblicato il romanzo “Se nessuno sa dove sei” con Edizioni Piemme e "Non c'è posto per me" nel gennaio 2020 con Giunti.