Ancora carcere per i marò. De Mistura in India: «continuare a premere»

«Continuare a premere perché i nostri marò prima cambino localizzazione, visto che sono in una prigione anche se attenuata, e poi perché tornino a casa»: con queste parole decise, il sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri Staffan De Mistura, è oggi ripartito per l’India.
L’impegno della diplomazia e dei parlamentari italiani.
La detenzione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nel carcere di Trivandrum, che va avanti dallo scorso 19 febbraio, è stata prorogata dalle autorità indiane, in qualità di carcerazione preventiva, ancora fino al 25 maggio prossimo. De Mistura vuole ora portare avanti le trattative in maniera decisiva, affinché vengano rilasciati i due militari. La corte suprema indiana ha rinviato al 26 luglio il ricorso italiano relativo alla legittimità costituzionale dell’arresto ma, pur continuando a rivendicare il diritto dello stato del Kerala al processo, ha invitato le autorità a mettere i marò in una condizione adeguata al loro status. Il 2 maggio i giudici di New Delhi avevano acconsentito alla partenza della petroliera Enrica Lexie, la nave italiana coinvolta nella vicenda, assieme a tutto l’equipaggio composto da 24 persone.
Intanto a Roma, il senatore del Pdl Domenico Gramazio si è reso promotore di una missione di parlamentari in India che, concordata con lo stesso De Mistura, andrà ad affiancare il lavoro diplomatico del governo, giudicato da Gramazio non abbastanza incisivo fino a questo momento.
Il viaggio si dovrebbe svolgere la prossima settimana, a spese degli stessi parlamentari che hanno aderito all’iniziativa e che per ora sono una ventina, appartenenti a tutti i gruppi politici.
Fiaccolata di solidarietà a Roma.
Una lunga processione ha sfilato tra le vie della capitale sabato sera, dalla Bocca della Verità a piazza SS. Apostoli, per mantenere viva l’attenzione sul caso.
La fiaccolata è stata organizzata dalle famiglie Latorre e Girone e vi hanno partecipato anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli ed alcuni esponenti del Pdl, tra cui Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Domenico Gramazio. «Anche il Parlamento europeo – ha dichiarato Angelilli – dà ragione ai marò, perché il diritto internazionale in questi casi parla chiaro: i due militari devono tornare a casa ed essere giudicati dalle autorità nazionali». Una quarantina i commilitoni del battaglione San Marco presenti, alcuni di loro indossavano una maglietta con le foto di Massimiliano e Salvatore e la scritta “Ridateci i nostri leoni”.
Anche gli Alpini ricordano i marò.
Nel fine settimana, a Bolzano, durante il raduno annuale degli Alpini, è stato esposto uno striscione con la scritta: “Gli alpini al fianco dei maro’”. Sulla vicenda dei fucilieri l’Associazione Nazionale Alpini e’ intervenuta anche con una lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministro della Difesa.

Giulia Di Stefano