Archivio apostolico Vaticano | Foto: Di Collettivo - Video of Vatican Television Center, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57830585

Archivio vaticano, spuntauna lettera di LeopardiNulla sul caso Orlandi

I documenti riportati nel libro "Secretum" di mons. Pagano

CITTÀ DEL VATICANO –”Io dimoro, come Vostra Eccellenza sa, a Napoli e per errore mi hanno compreso tra i contribuenti alle spese per la guardia civica di questa capitale…”. Inizia così la lettera inviata dal poeta Giacomo Leopardi  – nel tentativo di non pagare le tasse – conservata all’interno dell’Archivio Apostolico Vaticano, dove vengono custoditi tutti i documenti appartenuti al Vaticano.

Sono proprio alcuni di essi ad essere analizzati nell’ultima opera del giornalista Massimo Franco all’ interno del libro-intervista con il Prefetto dell’Archivio, monsignor Sergio Pagano, dal titolo “Secretum”, pubblicato dalle edizioni Solferino e disponibili da domani, 20 febbraio, nelle librerie. “Sì, era un po’ tirchio, non voleva pagare le tasse, Leopardi. Curioso”, chiosa nel libro mons. Pagano.

Quello che risulta dalle analisi dei documenti è uno spaccato degli anni più difficili dei pontificati che si sono succeduti ma anche spaccati di vita quotidiana. Migliaia di documenti dove non compare però nulla sul caso di Emanuela Orlandi. “Quel che seppi alcuni anni or sono dall’allora archivista della Prima Sezione della Segreteria di Stato, monsignor Assunto Scotti, sacerdote da me molto stimato – rivela al giornalista monsignor Pagano – è che nel loro Archivio ci era solo, come di prassi, una cartella con echi di stampa sul caso che nominavano il Vaticano”.

 

Beatrice D'Ascenzi

Nata a Roma, mi laureo prima al Dams in Cinema, Televisione e Nuovi media e successivamente mi specializzo in Informazione Editoria e Giornalismo presso l’Università Roma Tre. Amo il cinema, la storia latino-americana e il giornalismo radiofonico, che spero riesca a placare la mia costante necessità di parlare. Di me dicono che sembro uscita da un romanzo di Gabriel García Márquez.