BRUXELLES – La revisione dell’Ets resta fissata a luglio, ma per la premier Giorgia Meloni è comunque una vittoria dato che incassa una prima apertura al decreto bollette. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha precisato che si impegnerà a collaborare strettamente con il governo italiano sul decreto.
Von der Leyen: “Revisione dell’Ets sarà rilevante per l’Italia”
“Nel medio periodo, ritengo che la prossima revisione dell’Ets affronterà questioni rilevanti per l’Italia, come l’estensione delle quote gratuite per le industrie ad alta intensità energetica o la volatilità dei prezzi dell’Ets”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea in conferenza stampa a tarda notte, al termine del vertice dei leader Ue di ieri, 19 marzo. Proprio questi hanno invitato Palazzo Berlaymont a presentare una revisione del sistema di scambio delle quote di emissione entro luglio 2026. Non solo per ridurre la volatilità del prezzo del petrolio, ma anche mitigarne l’impatto sui prezzi dell’elettricità. Von der Leyen ha tenuto il punto per salvaguardare un sistema che si è dimostrato sempre efficiente, ha ricordato ai leader presenti a Bruxelles.

La rotta quindi resta quella indicata anche dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa: più indipendenza energetica e spinta a rinnovabili e nucleare per non farsi trovare impreparati al prossimo shock.
L’apertura di Bruxelles al decreto bollette
Nell’immediato intanto è pronto il via libera da Bruxelles a una massiccia flessibilità sugli aiuti di Stato per l’industria. Una misura accompagnata dall’incoraggiamento ai Paesi membri a interventi mirati di stampo nazionale. Tasse, reti e sostegno alle industrie energivore devono essere al centro. Così, quindi, si prospetta un via libera Ue sul decreto bollette del governo. Von der Leyen ha annunciato infatti che da lunedì 23 inizieranno le consultazioni sul dl bollette, “fiduciosi di poter fare progressi per affrontare i problemi specifici dell’Italia, nel breve termine”. Meloni si dice confidente per quanto riguarda la trattativa, sottolineando inoltre come il confronto sull’Ets sia stato utile. “Le risposte concrete arriveranno al summit di giugno”.

Agli occhi di molti governi esteri, la posizione negoziale italiana sulla riformulazione del mercato Ets è però indebolita. Le cause sono la dipendenza di Roma dal gas e il mancato uso delle risorse generate dal sistema di scambio per decarbonizzare l’economia. Secondo le stime della direzione Energia della Commissione europea, la fetta imputabile all’Ets nelle bollette elettriche dell’industria nel 2025 è stata dell’11%. Per Parigi del 5% e per Berlino del 14%.


