Cile, il caos continuaquarantamila in piazzaPiñera chiede perdono

Il presidente promette misure sociali equità, pensioni e sanità le priorità

Decine di migliaia di persone si sono riversate ieri pomeriggio nelle strade del centro di Santiago del Cile, durante una mobilitazione sociale convocata per due giorni, che continuerà oggi.

Secondo Radio BioBio, i manifestanti, in 40mila, si sono concentrati in Piazza Italia, mettendosi in cammino verso il quartiere di Santa Rosa. L’emittente sostiene che si è trattato della più grande dimostrazione organizzata da quando venerdì scorso sono cominciate le proteste per l’aumento del prezzo del biglietto della metro. Per lo più è stata una protesta pacifica, con qualche piccolo incidente con le forze dell’ordine, e poi la gente, dopo la marcia, è tornata alla base.

I manifestanti chiedono al governo di ritirare i militari dalla strade. Istanza che per il momento rimane inascoltata, nonostante il “perdono” chiesto dal presidente Sebastian Piñera per la cattiva interpretazione dei motivi della rivolta. Il presidente cileno infatti “ha chiesto perdono” ieri sera, in un video, per non aver compreso la drammaticità della situazione sociale esistente in Cile, e ha annunciato una serie di proposte per “un’agenda sociale di unità nazionale”.

In un discorso dal Palazzo della Moneda, Piñera ha detto di “aver ascoltato la gente”, manifestando comunque preoccupazione per l’ordine pubblico e auspicando il ritorno del Paese alla “normalità”. Il capo dello Stato ha promesso di intervenire con dieci misure sociali, che riguarderanno soprattutto le pensioni, fra le più basse del pianeta. Si interverrà inoltre per ridurre il costo della salute e dei farmaci, aumentare il salario minimo e creare una imposta sulla ricchezza.

Le proteste in Cile erano iniziate due settimane fa dopo l’entrata in vigore di un piccolo aumento del costo del biglietto della metro di Santiago. Con il passare dei giorni, si erano estese in diverse città del paese e avevano cominciato a riguardare temi più ampi come l’inefficienza del sistema sanitario, la necessità di una riforma delle pensioni e una migliore ridistribuzione della ricchezza.

Finora negli scontri sono morte quindici persone, mentre gli arresti sono stati più di mille. Sono emerse peraltro testimonianze di abusi, anche sessuali, da parte delle forze di sicurezza, soprattutto nei confronti di donne detenute per le proteste.

Laura Bonaiuti

Laura Bonaiuti è nata a Fiesole (Fi) nel 1992. La sua passione è il giornalismo in qualsiasi sua forma. Vuole raccontare storie su carta, online, in televisione, su youtube e potenzialmente dappertutto. Ha scritto, tra gli altri, per La Repubblica (cartaceo e online) e ha collaborato con il programma televisivo Matrix su Canale 5 a Roma, dove si è trasferita da agosto 2017. Fa parte della redazione del mensile cartaceo “The New’s Room”. Adesso è giornalista praticante presso LUMSA Master School dove studia nel biennio 2018-2020. Nel maggio 2015 ha pubblicato il romanzo “Se nessuno sa dove sei” con Edizioni Piemme e "Non c'è posto per me" nel gennaio 2020 con Giunti.