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A Tel Aviv proteste famiglie ostaggi

Crisi Mar Rosso, colloqui
tra Usa e Iran. A Tel Aviv
proteste famiglie ostaggi

Hamas ai palestinesi della Cisgiorndania

"Marciate sulla Spianata delle Moschee"

di Lorenzo Urbani14 Marzo 2024
14 Marzo 2024

TEL AVIV – La crisi nel Mar Rosso passa per dei colloqui segreti tra Usa e Iran. Stando al Financial Times, gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto un incontro segreto in Oman a gennaio – il primo in 10 mesi – con l’obiettivo di sollecitare la fine degli attacchi Houthi alle navi che navigano nella zona. Durante i negoziati gli Stati Uniti hanno espresso la loro preoccupazione per l’espansione del programma nucleare iraniano. Intanto a Tel Aviv questa mattina, 14 marzo, decine di familiari degli ostaggi israeliani detenuti dal 7 ottobre da Hamas hanno interrotto il traffico sulla centrale arteria Ayalon. ”Li vogliamo vivi, non dentro bare” il grido di protesta, secondo il quotidiano Haaretz.

Hamas ai palestinesi: “Marciate sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme”

Hamas chiama tutti i palestinesi della Cisgiordania a marciare sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Alla vigilia del primo venerdì di Ramadan – considerato tra i giorni più a rischio per incidenti – l’organizzazione terroristica islamica lancia il suo appello: “Marciate verso la Spianata delle Moschee a Gerusalemme e “spezzate le catene dell’occupazione e del suo assedio”. Con questo messaggio sui canali social di Hamas, si allontanano ulteriormente le prospettive di pace.

Secondo Haaretz Mustafa sarà il nuovo premier dell’Anp

Il presidente dell’Anp, l’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen vorrebbe nominare Muhammad Mustafa come nuovo primo ministro palestinese, sostituendo Mohammed Shtayyeh che si è dimesso a febbraio. Mustafa è il capo del Palestine Investment Fund, il polmone finanziario dell’Autorità nazionale palestinese. Il cambio dell’esecutivo palestinese con uno formato di tecnici in grado di gestire il dopo guerra a Gaza è una delle richieste da parte degli Usa nella visione complessiva nell’area dopo il conflitto. Intanto il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha sottolineato su Telegram che “Esiste l’opportunità di raggiungere un accordo in più fasi se il governo occupante” di Israele “abbandona la sua intransigenza”.

L’appello di Von der Leyen: “Necessari 500 camion al giorno di aiuti”

Lo aveva detto venerdì 8 marzo, lo ribadisce oggi, 14 marzo su X. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha sottolineato l’urgente necessità di un massiccio intervento di soccorso nella Striscia di Gaza. “È necessario un minimo di 500 camion al giorno o equivalente”. Per Bruxelles è fondamentale l’importanza del “corridoio” marittimo da Cipro come “parte di un impegno costante per incrementare l’assistenza a Gaza attraverso tutte le vie possibili, incluse le rotte terrestri ampliate”. Intanto l’Idf ieri sera, 13 marzo, ha pubblicato sul suo account X un video in cui sei camion con aiuti umanitari entravano a Gaza insieme al messaggio “parte di un esperimento per impedire che Hamas si appropri degli aiuti”.

Spari dell’Idf a Gaza: almeno 6 morti e 83 feriti 

Sul campo proseguono le operazioni dell’esercito israeliano nella striscia di Gaza. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa palestinese Wafa, sei civili sono stati uccisi e altri 83 sono rimasti feriti a seguito di un attacco dell’Idf in un “assembramento di cittadini nella città di Gaza”. Nella giornata di ieri, 13 marzo, un uomo è stato ucciso durante un raid israeliano su una casa nel campo di rifugiati di Jabalia, mentre altre due persone sono morte a seguito di un bombardamento che ha colpito un veicolo a Rafah. Dal 7 ottobre, il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza è salito a 31.272 morti e 73.024 feriti, come riportato dal Ministero della Sanità locale, gestito da Hamas.

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