ROMA – “Non c’è mai stato un accordo di massima. È falso”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani smentendo le voci che raccontavano di un patto con la Lega sulla presidenza della Consob, che vedeva favorito il sottosegretario all’Economia del Carroccio, Federico Freni.
La partita sulla guida della Commissione nazionale per le Società e la Borsa, dunque, resta aperta dopo il rinvio deciso nell’ultimo Consiglio dei ministri, ma, giorno dopo giorno, la questione si fa sempre più politica. “Stiamo parlando di un organismo talmente importante che non può essere parte di una spartizione tra partiti politici”, ha aggiunto Tajani, sottolineando che Forza Italia non intende avanzare candidature di bandiera e che serve “un candidato autorevole che non sia espressione di un partito”. “Parole che non escludono la nomina di Freni, figura stimata anche al di fuori del suo perimetro politico. “Si vedrà, ne parleremo – ha concluso –. Forza Italia non vota nel Consiglio dei ministri qualcosa di cui non si è mai discusso”.
“Sono fiducioso”, ha detto il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon. “Si troverà sicuramente una sintesi, come sempre troveremo un accordo. Ognuno ha le sue idee, le sue rimostranze, ma poi la sintesi si trova sempre”. Parole che lasciano intendere che il confronto sia ancora in corso e che non si voglia trasformare il dossier Consob in un terreno di scontro interno alla maggioranza.


