Coronavirus, Usa nel caosPronto piano da 2 trilioniper sostenere l'economia

Cuomo: "È più importante salvare vite" Ma per Trump l'influenza fa più morti

È una corsa contro il tempo quella del congresso americano, con 55mila di casi confermati e quasi 800 morti. Il Coronavirus ha colpito per ora 17 stati, con epicentro a New York dove si trova la metà dei contagi con un bilancio di 270 vittime. E proprio il Governatore di questo stato, Andrew Cuomo, ha dato voce alla disperazione di centinaia di strutture sanitarie: “Non riesco a trovare più attrezzature e non è una questione di soldi “, e ha lanciato l’appello alla Casa Bianca: “Ora abbiamo bisogno dell’aiuto federale”.

Aiuto che probabilmente arriverà nella giornata di oggi, anche se la preoccupazione del governo centrale sembra più legata ai rischi del mercato e del commercio. Due trilioni di dollari, cioè duemila miliardi: questa la cifra sulla quale i leader del Senato e l’amministrazione Trump hanno raggiunto un accordo per salvare l’economia dai danni prodotti dal Coronavirus, gettando le basi per un rapido passaggio attraverso entrambe le camere del Congresso.

La legge, senza precedenti per dimensioni e portata, mira a inondare l’economia di capitali inviando assegni da 1.200 dollari a molti cittadini, creando un programma di prestiti da 367 miliardi per le piccole imprese e istituendo un fondo da 500 miliardi per industrie, città e stati. Trump vuole riaprire le attività il prima possibile: “Gli Usa non sono fatti per essere chiusi”, ha detto ieri alla Fox, minimizzando i danni del Coronavirus, perché “l’influenza stagionale e gli incidenti automobilistici mietono più vittime e non per questo si chiude il Paese e si chiede alle case automobilistiche di non produrre più vetture”.

Su Twitter ha scritto: “I nostri cittadini vogliono tornare a lavorare. Rispetteranno la distanza di sicurezza e tutto il resto, e i più anziani faranno da supervisori protettivi”.

Sulla sua posizione pesano le prossime elezioni presidenziali: l’emergenza sanitaria ha già distrutto in poche settimane il balzo fatto dall’economia sotto la sua amministrazione, tutta benzina sul fuoco a favore dei candidati democratici. Il tycoon continua sulla sua linea rincarando la dose: una “grave recessione” potrebbe fare più vittime del virus, ma lo stesso governatore di New York lo ha criticato duramente: “Non c’è gara tra scegliere di mandare avanti l’economia e salvare vite umane”. Di questi 2 trilioni, soltanto 130 miliardi sono dedicati agli ospedali di tutte le contee. Ma Trump ha cercato di aggiustare il tiro con un tweet delle 11.30 italiane di oggi.

Qualcosa potrebbe cambiare dato che Peter Gaynon, capo della Fema, la protezione civile Usa, ha annunciato che l’amministrazione Trump ricorrerà alla Defense Production Act – legge dei tempi della guerra con la Corea – per ordinare alle aziende private certe forniture di materiale medico, come mascherine e kit per i test sul Coronavirus. Finora il presidente Donald Trump, nonostante gli appelli da parte dei democratici, era stato riluttante ad utilizzarla sostenendo che le aziende private collaborano spontaneamente.

Nel frattempo, i singoli stati descrivono sforzi straordinari per procurarsi le attrezzature. In un briefing di questa settimana, Jay Robert Pritzker, governatore dell’Illinois, ha dichiarato di avere un team di persone che lavora al telefono sette giorni alla settimana cercando di acquistare forniture mediche in tutto il mondo. Pritzker ha dichiarato che il suo team ha fatto progressi, tra cui un grande acquisto di 2,5 milioni di maschere N95/FFP3, le maschere certificate dal governo che possono schermare piccole particelle e che sono favorite dagli operatori sanitari che si occupano del virus. Ma ha dichiarato che la sua squadra sta “correndo contro ostacoli che non dovrebbero esistere”, compresi gli ordini di altri stati e del governo federale.

Il mercato delle forniture mediche è precipitato nel caos, secondo i funzionari statali e i vertici sanitari. Una folle lotta per maschere, abiti protettivi e ventilatori sta mettendo gli stati uno contro l’altro e facendo salire i prezzi. Alcune parti del paese colpite duramente stanno ricevendo nuovi rifornimenti di maschere N95, ma altre sono ancora esaurite. Gli ospedali chiedono donazioni di maschere e guanti da aziende edili, saloni di bellezza e saloni per tatuaggi e stanno prendendo in considerazione l’uso di ventilatori progettati per animali di grossa taglia perché non riescono a reperire la tipologia progettata per gli esseri umani.

 

Laura Bonaiuti

Laura Bonaiuti è nata a Fiesole (Fi) nel 1992. La sua passione è il giornalismo in qualsiasi sua forma. Vuole raccontare storie su carta, online, in televisione, su youtube e potenzialmente dappertutto. Ha scritto, tra gli altri, per La Repubblica (cartaceo e online) e ha collaborato con il programma televisivo Matrix su Canale 5 a Roma, dove si è trasferita da agosto 2017. Fa parte della redazione del mensile cartaceo “The New’s Room”. Adesso è giornalista praticante presso LUMSA Master School dove studia nel biennio 2018-2020. Nel maggio 2015 ha pubblicato il romanzo “Se nessuno sa dove sei” con Edizioni Piemme e "Non c'è posto per me" nel gennaio 2020 con Giunti.