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HomeEsteri Dazi e futuro dell’Ia: il vertice Trump-Xi riscrive le regole del mondo

Vertice tra Usa e Cina
Xi Jinping da Trump
per discutere su Taiwan e dazi

Il Cremlino: "Non ci sono i presupposti

per il cessate il fuoco in Ucraina"

di Elisabetta Guglielmi23 Settembre 2026
23 Settembre 2026
Trump e Xi

Il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping | Foto Ansa

WASHINGTON – Non capita tutti i giorni che a recarsi in aeroporto per accogliere un ospite sia il presidente statunitense Donald Trump, pronto a ricevere sulla pista della base di Andrews il leader cinese Xi Jinping. La modalità dell’incontro tra i due presidenti, con tanto di cerimoniale marziale, segnala l’importanza politica dell’appuntamento. Ma conferma anche la complessità dello scenario politico internazionale. Dai negoziati sulla guerra in Ucraina, al confronto diretto tra Trump e Zelensky, alle richieste dello stesso Trump a Putin affinché cessi la guerra, all’annuncio di possibili attacchi all’Iran, all’accordo tra Usa, Danimarca e Groenlandia sull’Artico. I temi sul tavolo sono moltissimi.

L’incontro tra Trump e Xi su Ia e Ucraina

Il dossier Taiwan, la guerra in Iran e l’intelligenza artificiale ma anche gli interessi economici e di sicurezza nazionale saranno al centro del summit di domani 24 settembre tra Donald Trump e Xi Jinping. Si tratta del secondo vertice tra i due Paesi in poco più di quattro mesi. Washington prepara un’accoglienza di massimo livello, ma dietro il cerimoniale resta una relazione segnata dalla competizione.

L’obiettivo più realistico è consolidare la tregua raggiunta negli ultimi mesi e impedire una nuova escalation. Stando a quanto riferito da Reuters, Pechino avrebbe chiesto agli Usa di interrompere le consegne di armamenti già ordinati da Taipei. Xi Jinping potrebbe chiedere a Trump di fermare la vendita di armi statunitensi a Taiwan, replicando un’intesa sino-statunitense già siglata nel 1982. Per il Wall Street Journal, la Cina vorrebbe indurre Trump a esprimersi contro l’indipendenza di Taiwan, in cambio di una maggiore collaborazione nel fare pressione sull’Iran nel conflitto in Medio Oriente.

A ribadirlo è anche l’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Xie Feng, che ha avvertito che il Dragone ha delle “linee rosse”, tra cui Taiwan, “parte “sacra” e “inalienabile” del territorio da riunificare anche con la forza. In un articolo sul Quotidiano del Popolo, la voce del Partito comunista cinese, Xie ha affermato che la gestione delle divergenze dipende dalla buona fede. Se “Pechino e Washington cooperano” – spiega Xie – “entrambi ne traggono beneficio, ma quando si scontrano, entrambi ne subiscono le conseguenze”.

I colloqui tra Trump, Putin e Zelensky

Nel discorso all’Onu di ieri 22 settembre, Trump ha rivolto un messaggio a Putin chiedendogli di “mettere fine alla guerra”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato in una conferenza stampa dopo i colloqui con Donald Trump di essere pronto a incontrare il presidente russo Vladimir Putin. A riportare la notizia è il quotidiano Ukrainska Pravda, che aggiunge che per Zelensky il capo di gabinetto della Casa Bianca potrebbe contribuire a organizzare un incontro trilaterale, dichiarandosi disponibile a “incontrare Putin in qualsiasi momento”.

Di altro parere resta, però, la Russia. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando l’appello dei presidenti degli Stati Uniti e dell’Ucraina a un cessate il fuoco nel settore energetico, ha dichiarato che “al momento, non ci sono presupposti per avviare negoziati di pace” con l’Ucraina. “Anche se – aggiunge Peskov – la Russia “rimane aperta a tali negoziati”.

Le minacce di Trump all’Iran e la replica di Teheran

Nel suo discorso all’assemblea Onu, Trump non si è limitato alla questione della guerra in Ucraina. Il tycoon ha minacciato di distruggere un Paese, proprio al Palazzo di Vetro che dal 1948 cerca di lavorare perché succeda il contrario. L’Iran, per il presidente statunitense, avrebbe ormai solo due possibilità: “Scegliere di accettare l’accordo” dopo midterm oppure “essere raso al suolo”.

Non è tardata ad arrivare la replica di Teheran. In risposta alle minacce di Trump, lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha avvertito che il Paese infliggerà agli aggressori colpi “ancora più duri, devastanti e imprevedibili”.

L’accordo sull’Artico

A margine dell’Assemblea generale dell’Onu, Trump ha firmato l’accordo di sicurezza con la Groenlandia e la Danimarca sull’Artico. In base all’accordo, i Paesi che non fanno parte della Nato non potranno avere basi e militari sull’isola. L’intesa garantirà a Washington un “controllo permanente” e impedirà a Russia, Cina e ad altri avversari degli Stati Uniti di stabilirvi basi militari o effettuare investimenti considerati sensibili.

Il tycoon ha definito il patto una “cosa straordinaria per tutti” e si è detto fiducioso che si tratti di “un rapporto fantastico e duraturo”. Positiva anche la reazione all’accordo da parte europea.

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