WASHINGTON – Sarà Kevin M. Warsh, ex funzionario della Fed, il successore di Jerome Powell alla presidenza della Fed. Ad annunciarlo lo stesso presidente Donald Trump in un post su Truth.

Le prime anticipazioni sulla scelta di The Donald erano arrivate dal New York Times già giovedì 29 gennaio, quando Trump aveva incontrato Warsh alla Casa Bianca, dichiarando poco dopo ai giornalisti che avrebbe presto annunciato qualcuno di “noto a tutti nel mondo della finanza”. Lasciandosi sfuggire qualche dettaglio in più, aveva aggiunto: “Molti pensano che questa persona avrebbe potuto essere lì qualche anno fa”. Un segnale di pentimento, dato che il presidente aveva quasi nominato Warsh nel suo primo mandato, prima di ricadere su Powell. Ma i rapporti con l’ex capo della Fed non sono andati come previsto. Powell, è diventato rapidamente bersaglio delle frequenti ire di Trump a causa di divergenze sulla politica monetaria.
Il presidente Usa non ha infatti mai nascosto che alla guida della Banca centrale avrebbe preferito una figura favorevole al taglio dei tassi di interesse, attualmente compresi tra il 3,5% e il 3,75%. Ancora troppo alti per Trump, che invece aveva chiesto di ridurli all’1%, sostenendo che gli Stati Uniti dovrebbero pagare il tasso d’interesse più basso al mondo. Ma nonostante le pressioni del presidente, la Fed ha deciso di non tagliare i tassi, scatenando l’ira di Trump. “Jerome ‘Too Late’”, ha scritto in un lungo post su Thruth. “Sta danneggiando il nostro Paese e la sua sicurezza nazionale. Sta costando all’America centinaia di miliardi di dollari all’anno in spese di interessi totalmente inutili e ingiustificate”.
Chi è Kevin Warsh? La scelta che rassicura i mercati
Anche se esterno alla cerchia dei fedelissimi di Trump, seppure storicamente vicino ai repubblicani, la scelta di Warsh potrebbe risultare calzante per gli interessi del tycoon. Nominato per la prima volta alla Fed dal presidente George W. Bush è stato governatore della Fed dal 2006 al 2011. Ha sostenuto la necessità di adottare tassi più bassi, virando verso un “cambio di regime” per l’istituto di Washington e una riduzione delle dimensioni del proprio bilancio, cosa gradita anche al segretario al Tesoro Scott Bessent. Una figura che rassicura anche Wall Street, data la sua notorietà nel mondo della finanza e la sua esperienza con incarichi istituzionali di rilievo.
La guida uscente Powell
Da questo cambio di testimone Donald Trump si aspetta apertamente che il nuovo presidente della Fed condivida la sua linea economica. Al contrario, il suo predecessore ha ripetutamente rifiutato di accogliere le sue richieste di ridurre i tassi di interesse, preferendo invece politiche più caute per contrastare l’inflazione, innescata proprio dai dazi di Trump. I ripetuti attacchi del presidente americano nei confronti di Jerome Powell hanno messo in discussione quello che da decenni è ritenuto un caposaldo dell’economia finanziaria: l’indipendenza delle banche centrali dalla politica.


