Federcalcio nella buferaVentura verso le dimissionipressioni su Tavecchio

Idea Di Biagio come ct traghettatore Il ministro Lotti: "Calcio da rifondare"

E adesso? Ci sono tutti sul banco degli imputati: Federazione, staff tecnico e giocatori. La delusione per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018 è cocente. La disfatta contro la Svezia è come un terremoto, le cui conseguenze non sono ancora visibili. Il processo alla Figc è iniziato ieri sera, dopo lo 0-0 di San Siro. Il primo a saltare molto probabilmente sarà il ct Gian Piero Ventura. Qualcuno attendeva le sue dimissioni già al termine della gara, invece l’ex allenatore del Torino, prima di decidere, si incontrerà con i vertici federali. Fresco di rinnovo fino al 2020 ad 1,5 milioni di euro a stagione, Ventura terminerà la sua esperienza alla guida degli azzurri in maniera ingloriosa. L’ultima volta che l’Italia non si qualificò alla coppa del mondo era il 1958, circa 60 anni fa.  Per trovare un sostituto del ct ci sarà tempo. Probabile che la panchina venga affidata ad un traghettatore, in attesa di scegliere l’uomo della rifondazione. L’indiziato numero uno è Gigi Di Biagio, attuale ct dell’Under 21. Crescono, intanto, le quotazioni di allenatori affermati, come Carlo Ancelotti.

Intanto, traballano le poltrone dei vertici della Figc. Il presidente Carlo Tavecchio, che per ora resta al comando, ha chiesto “48 ore di riflessione”. Non sembra intenzionato a lasciare, facendo tramontare l’ipotesi di imminenti dimissioni. Il destino di Tavecchio, in realtà, ruota intorno al Consiglio Federale. La maggioranza che lo ha rieletto potrebbe venire meno, costringendolo ad abdicare. E in questo avrà un ruolo fondamentale Cosimo Sibilla, presidente della Lega nazionale Dilettanti, il cui voto vale un terzo del totale. Uomo vicino a al presidente del Coni Giovanni Malagò, Sibilla potrebbe puntare ai vertici della Figc. Il tutto con lo sfondo delle Leghe di A e di B commissariate.

All’indomani della disfatta, il Ministro dello Sport, Luca Lotti, ha commentato così: “Non me lo aspettavo, è stata una giornata molto triste dal punto di vista sportivo. Il calcio va
rifondato del tutto. È il momento di prendere delle scelte che forse negli anni passati non si è avuto il coraggio di prendere. Questo mondo va fatto ripartire dai settori giovanili fino alla Serie A”. Secondo il ministro la debacle mondiale degli Azzurri è frutto di “un problema che riguarda tutti, anche culturale”. Infine, su possibili decisioni importanti da parte di Ventura e Tavecchio ha dichiarato: “Spetta a loro
decidere. Credo sia importante cogliere questo momento per mettere a posto tutto il calcio italiano”.

Aspettando novità, la lista dei “mali” a cui il calcio italiano deve porre rimedio sembra stilata da tempo. Dalle riforme dei campionati alla questione giovani, che comprende il reclutamento e la formazione dei giocatori del futuro. Senza dimenticare l’aumento degli stranieri. Il 38% degli atleti schierati titolari nelle ultime finali di campionati Primavera non erano italiani. Numeri che ben fotografano la situazione e che aumentano i “capi d’accusa” verso una Federazione chiamata a ripartire da zero.

Valerio Cassetta

Nato a Roma il 26 agosto 1990, è iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 2012 nell'elenco dei pubblicisti. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Lumsa di Roma nel 2015, collabora con "Il Messaggero" per la redazione sportiva. Inviato e reporter radio-televisivo.