Stadio della FiorentinaCommisso rinuncia alla garaper l'area della Mercafir

Secondo il presidente del club viola "Non ci sono le condizioni richieste"

Quello di una società che prova a investire nella costruzione di un nuovo stadio e del comune di riferimento che pone limiti insormontabili alla realizzazione del progetto, sembra essere diventato un classico nella letteratura calcistica italiana.

Dopo Roma e Milano, ora è la volta della Fiorentina di Rocco Commisso e del Comune di Firenze del sindaco Dario Nardella.

Il presidente della Viola, con una lettera diffusa dal canale ufficiale della squadra, Violachannel, ha annunciato che: “la Fiorentina non parteciperà al bando pubblico per l’area Mercafir che scadrà il prossimo 7 aprile”. La zona del mercato ortofrutticolo del capoluogo toscano era stata individuata dall’ amministrazione locale e dalla società sportiva come possibile location adatta alla costruzione del nuovo stadio della Fiorentina.

A spiegare i motivi della rinuncia alla partecipazione alla gara d’appalto è lo stesso Commisso: “Dopo un’attenta valutazione delle particolari condizioni finanziarie e contrattuali della gara pubblica d’appalto per la Mercafir, nonché dei rischi inerenti, la Fiorentina ritiene che nessuna delle tre condizioni da me a suo tempo richieste – tempi rapidi, costi ragionevoli e controllo totale del progetto di costruzione e gestione dello stadio dopo il suo completamento – sia stata soddisfatta”.

Immediata la reazione del sindaco Nardella: “Se il terreno della Mercafir fosse mio, da fiorentino, tifoso viola, lo regalerei subito alla squadra della nostra città. Però, da sindaco, ho il dovere di rispettare le regole e non posso usare i soldi dei miei cittadini per coprire i costi e consentire i legittimi profitti di una società per azioni come Acf Fiorentina”.

Nonostante le rispettive dichiarazioni, le parti potrebbero tornare a parlarsi dopo il 7 aprile, a bando scaduto, provando a trattare nuove condizioni. Nel frattempo si tenterà di portare avanti l’altra idea della Fiorentina, quella di ristrutturazione dell’attuale stadio, l’Artemio Franchi, su cui però pesano le pressanti restrizioni poste dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici.

Flavio Russo

1991. Liceo classico e università umanistiche. Curioso di tutto e quindi giornalista. Sono nato lo stesso giorno di Andrea Pazienza, mio padre spirituale. Napoletano, incredibilmente amo la musica, il mare, la pizza e Maradona.