WASHINGTON – Il giorno della prima riunione del Board of Peace per Gaza, in cui si parlerà della ricostruzione di Gaza, è arrivato. Alle 16 italiane di giovedì 19 febbraio, Donald Trump accoglierà i delegati dei Paesi membri o osservatori all’Istituto per la pace di Washington che, dallo scorso dicembre, porta il suo nome. Il presidente Usa farà un discorso ma dovrà subito partire alla volta della Georgia, dove è atteso in serata per la visita a un’acciaieria.
Il ruolo dell’Italia e degli altri Paesi Ue
Per l’Italia, che partecipa al Board come Paese osservatore, sarà presente il ministro degli Esteri Tajani, mentre la Commissione europea ha confermato l’invio della commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica. Berlino non diventerà membro del club pensato da Trump, ma invierà comunque il direttore generale per gli Affari politici del ministero degli Esteri Christian Buck.
La partecipazione dell’Italia come Paese osservatore ha scatenato la bagarre in Parlamento, con le opposizioni che hanno ricordato al governo che l’articolo 11 della Costituzione non permette all’Italia di partecipare ad organizzazioni internazionali solamente in condizione di parità con gli altri Stati.
Oltre cinque miliardi di dollari per Gaza
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ripetuto che i membri del Board of Peace hanno promesso “oltre cinque miliardi di dollari” per gli sforzi umanitari e di ricostruzione della Striscia e “migliaia di persone per la forza internazionale di stabilizzazione e la polizia locale”. Secondo il Times of Israel, l’amministrazione Usa ha invitato 50 Paesi: 35 hanno mostrato interesse, ma solo 27 hanno ufficialmente aderito, mentre almeno 14 hanno rifiutato.
Leavitt ha parlato di “risultato storico” che mira a ricostruire Gaza con una strategia “security first”. A una domanda sul rifiuto del Vaticano di partecipare, la portavoce lo ha definito “molto spiacevole” e ha spiegato: “Non pensiamo che la pace dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversia”. E ha concluso rispondendo alle critiche: “Questa è un’organizzazione legittima con decine di membri in tutto il mondo”.


