Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 9 e 10 marzo, Roma, 8 marzo 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Gentiloni al Senato:"Sì a integrazionedifferenziata nella Ue"

Immigrazione, riforme e futuro Il discorso del premier al Senato

Mattinata a Palazzo Madama per il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in occasione delle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 9 e 10 marzo 2017. Tanti i temi toccati dal premier, dall’immigrazione alle riforme, passando per il vertice del 25 marzo a Roma, dove si ricorderà il 60° degli omonimi trattati. «Dovremmo innanzitutto riconoscere che il cammino partito 60 anni fa ha prodotto in ogni modo dei risultati straordinari», ha affermato Gentiloni, senza però mancare di elencare quelle che sono le criticità dell’Europa attuale.

Il primo avvertimento all’Ue il Presidente lo lancia sul tema delle riforme: «L’attività di governo è concentrata su una serie di misure, dall’immigrazione alla P.a., dal processo penale alla sicurezza urbana, dalla legge sulla povertà al ddl sulla concorrenza: sfido chiunque ad indicare un altro governo e un altro Parlamento in Europa impegnati su un complesso di riforme come quello su cui siamo impegnati in Italia. Non siamo i primi della classe, ma non accettiamo lezioni e lavoriamo nell’interesse comune». No dunque ad un’Europa rigida che guarda alle virgole, ma risulta distratta su temi di primaria importanza come quello dell’immigrazione.

C’è poi il tema, affrontato nel vertice a 4 di pochi giorni fa, relativo all’integrazione differenziata tra gli Stati membri. A questo proposito il Presidente del Consiglio ha evidenziato come tale principio non sia un modo «per punire alcuni Paesi», bensì «dare una chance in più alla realtà che abbiamo davanti». Oltretutto si tratta di riconoscere qualcosa che già nei fatti è così, ha osservato il premier, notando come lo slogan che da sempre campeggia sull’edificio dell’Ue l’Europa deve muoversi verso un’integrazione sempre maggiore sia «una prospettiva molto difficile da realizzarsi in un’Europa a 28».

Marco Assab

Nasce a Siracusa nel 1988. Si diploma in recitazione e dizione all’Accademia del cinema e della televisione di Cinecittà nel 2008. Consegue la laurea triennale in Scienze della comunicazione nel 2012 e quella magistrale in editoria e giornalismo nel 2014. Ha svolto un anno di Servizio Civile. Gestisce un canale Youtube e le relative pagine social.