Scenario di guerra a Gaza | Foto Ansa

Gli orrori di Hamasnelle testimonianze"Stupri e mutilazioni"

Presa roccaforte terroristica a Jabalya Ancora incerta la sorte degli ostaggi

GAZA CITY – Stupri, violenze di gruppo, mutilazioni. La collezione degli orrori di Hamas del 7 ottobre comprende ogni tipo di efferatezza. I miliziani “le hanno tagliato il seno e ci hanno giocato per strada”, ha raccontato al quotidiano israeliano “Haaretz” una sopravvissuta al massacro e testimone diretta delle violenze. Secondo il racconto della donna, la ragazza è stata stuprata a turno da uomini in mimetica che ne hanno mutilato il corpo e giocato con le parti tagliate via. “I terroristi – ha proseguito la donna – hanno avuto un permesso religioso per uccidere i bambini”. Nei giorni scorsi, secondo quanto riferito dal quotidiano, un’altra testimone oculare ha raccontato alla polizia di aver assistito allo stupro di gruppo, all’omicidio e alla mutilazione di una giovane donna che si nascondeva dai terroristi. 

Presa la roccaforte di Hamas

E mentre emergono racconti sconcertanti, sul campo si continua a combattere. Almeno 30 palestinesi sono stati uccisi e decine di persone sono state ferite nei raid israeliani di ieri, 8 novembre, sul campo profughi di Jabalya, roccaforte di Hamas. Dopo 10 ore di combattimento, la fanteria israeliana ha preso il controllo del luogo, conosciuto come Avamposto 17, nel Nord della Striscia di Gaza. Ucciso in un attacco aereo anche il capo dell’unità di missili anti-tank. Secondo fonti palestinesi, sono cinque i miliziani palestinesi rimasti uccisi oggi a Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, nel corso di un’operazione dell’esercito israeliano, mentre è stato scoperto un deposito con ordigni pronti all’uso e un sito di produzione di armi e droni di Hamas dentro un edificio residenziale, accanto a una camera da letto per bambini. E il portavoce delle forze di difesa ha reso noto che oggi Israele aprirà nuovamente la strada Salah-al-Din al traffico da nord a sud per i civili palestinesi tra le 10 e le 16.

Nessuna intesa sul rilascio degli ostaggi

Resta ancora vaga l’intesa per il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas a Gaza. Non sembrano esserci prospettive che Israele accetti una pausa prolungata dei combattimenti senza che venga rilasciato un numero sostanziale di persone sequestrate. All’ombra un cessate il fuoco di tre giorni in cambio del rilascio di 12 ostaggi.

Gli aiuti dall’Italia

Intanto una nave logistica con forniture sanitarie è partita dal porto di Civitavecchia per aiutare a curare i feriti a Gaza. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’Italia sta discutendo con le autorità americane ed egiziane per l’invio di un ospedale militare.

Raffaele Rossi

Laureato in Scienze della Formazione e con un Master in marketing, management e comunicazione nella musica. Ho lavorato come press officer e nel marketing digitale. Collaboratore del Corriere Roma. Dal 2017 Managing director del sito musicale End of a Century: mi occupo di interviste, recensioni e news.