MILANO – Paghe da fame, poche pause e “punizioni” in caso di ritardi. La Procura di Milano ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per Foodinho srl, la società milanese di delivery food del colosso spagnolo Glovo. L’ipotesi di reato è caporalato su circa 40mila rider impiegati in tutta Italia.
Nell’inchiesta è indagato lo spagnolo Oscar Pierre Miquel, responsabile della società. In qualità di amministratore unico, avrebbe usato “manodopera in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno”. In particolare, si legge nel decreto, “corrispondeva ai rider una retribuzione in alcuni casi inferiore fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e inferiore fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva”.
A testimoniare anche molti fattorini che parlano di stipendi non superiori agli 800-900 euro al mese con un compenso che varia tra 2,50 e 3,70 euro a consegna. Per i ritardi nelle consegne, poi, hanno spiegato di aver subito penalizzazioni. “Mi sento un numero per la piattaforma. E se mi rubano la bici tutte le spese sono a carico mio”, ha affermato uno di loro.


