Alcuni palestinesi cercano persone disperse sotto le macerie di una moschea distrutta a Rafah nel sud di Gaza | Foto Ansa

Attacco a un rifugio OnuUsa: incidente deplorevoleIsraele: "È stato Hamas"

Tajani: avanti sulla soluzione due Stati Droni lanciati dal Libano in Galilea

ROMA – Non si placano le tensioni in Medio Oriente, dopo che ieri dodici persone sono rimaste uccise e 75 ferite in un attacco sferrato contro un rifugio delle Nazioni Unite a Khan Yunis, a Gaza. Israele nega ogni responsabilità e accusa Hamas, mentre gli Stati Uniti chiedono più protezione per i siti dell’Onu. L’incidente complica le trattative, nonostante i frenetici tentativi della diplomazia internazionale. Con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, in visita a Gerusalemme, ribadisce: “Serve una soluzione a due Stati”. 

Israele si difende e accusa Hamas

A spiegare le dinamiche dell’attacco è stato Thomas White, coordinatore umanitario per i territori palestinesi, che su X ha spiegato: “Due carri armati hanno colpito un edificio che ospita 800 persone”. Le Forze di Difesa israeliane negano di essere coinvolte nella strage e accusano Hamas: “Esiste la possibilità che a colpire sia stato il fuoco di Hamas”, hanno riferito.  Duro il monito della Casa Bianca a Israele, con il portavoce di Stato Vedant Patel che ha “deplorato” l’attacco – definito “terribilmente preoccupante” – e ha anche chiesto di proteggere i siti dell’Onu. 

Tajani a Gerusalemme: “Serve soluzione a due Stati”

Sul fronte diplomatico resta intanto attivo il ruolo del Qatar che, rivela Bloomberg, ha proposto a Israele e Hamas una tregua umanitaria in cambio del rilascio degli ostaggi.

A favore della de-escalation anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani che, oggi in visita a Gerusalemme, ha già incontrato il presidente israeliano Isaac Herzog. Nel corso dell’incontro, il leader di Forza Italia, nel ribadire il sostegno di Roma alla difesa di Israele, ha invitato a individuare un percorso per il dopoguerra e così evitare nuovi scontri nell’area. Tajani è, infatti, convinto che bisogni garantire “la formula della soluzione a due Stati”. Previsto anche un colloquio con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel quale – ha spiegato Tajani – si parlerà anche della necessità di “mantenere una distanza di sicurezza” tra l’esercito di Israele e gli Hezbollah. Tema, questo, su cui è stato sollecitato ieri a Beirut dal governo libanese. 

I combattimenti 

Tuttavia sul campo la situazione si complica. Proprio dal Libano sono partiti questa mattina degli attacchi contro il nord di Israele, con l’esplosione di due droni in Galilea. Nella zona di Jenin in Cisgiordania, infine, un palestinese è stato ucciso nel corso di un’operazione dell’esercito israeliano. 

 

Chiara Esposito

Nata a Napoli. Laureata in Archeologia, storia dell'arte e scienze del patrimonio culturale presso l'Università Federico II e in Editoria e Scrittura alla Sapienza. Aspiro a diventare giornalista professionista.