WASHINGTON – Nel 2026 la Route 66 compie un secolo. Questa grande autostrada americana ha rappresentato una via di speranza durante la Grande depressione, diventando simbolo di cultura e arte. A immortalarla nell’immaginario statunitense libri come “Furore” di John Steinbeck e “Sulla strada” di Jack Kerouac.
Le tappe percorse da est a ovest
Con i suoi quasi 4000 chilometri, la leggendaria autostrada divide in due gli Usa passando per il suo centro e collegando Chicago a Santa Monica. Per la maggior parte segnalata come “Historic Route 66”, la strada attraversa ben otto Stati: Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, Nuovo Messico, Arizona e California. Vide l’apertura ufficiale l’11 novembre del 1926, diventando una delle prime autostrade federali degli Stati Uniti, prima strada completamente asfaltata. A partire dagli anni Cinquanta acquisisce funzione turistica, con motel e negozi dall’aspetto appariscente per attirare l’attenzione di chi la percorreva. Lungo questa strada vengono inaugurati il primo drive-in e il primo McDonald’s.

Arte sulla strada: le opere ispirate alla Route 66
Con il romanzo di Steinbeck, la Route 66 comincia a essere chiamata Mother Road, diventando appunto la “strada madre” degli Stati Uniti. In “Furore”, lo scrittore californiano racconta il viaggio verso ovest dei contadini dell’Oklahoma che fuggivano dalla distruzione del Dust Bowl – una serie di uragani di sabbia che colpirono Usa e Canada negli anni Trenta. Il libro consacra la strada, che diventa protagonista di altre opere. Tra i film, “Easy Rider – Libertà e paura” di Dennis Hopper con Peter Fonda e Jack Nicholson. Ancora, i quadri di Bob Dylan e canzoni come “(Get Your Kicks On) Route 66” del compositore jazz Bobby Troup o anche un popolare spettacolo televisivo della Cbs. Tutte opere che hanno contribuito a formare l’idea della grande autostrada statunitense come icona del road trip.


