“Il decreto è una buona baseper la vera riforma del ConiDovevamo approvarlo prima”

Simone Valente (M5S) a LumsaNews “Percorso interrotto dalla pandemia”

Il deputato M5S Simone Valente, ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel primo governo Conte, ci ha aiutato ad approfondire, grazie al suo fondamentale contributo nella riforma dello sport nel 2018 e recentemente nel decreto “Salva Coni”, alcuni aspetti e procedure che hanno portato all’approvazione del testo.

Si ritiene soddisfatto del decreto approvato, dal punto di vista contenutistico?

“Credo sia una buona base di partenza per ridefinire la governance dello sport italiano, quindi per chiarire precisamente qual è il perimetro di azione del Coni e quale quello di Sport e Salute Spa. Sono comunque rimaste fuori dal testo questioni molto importanti, come il tema della vigilanza economico-finanziaria, che secondo noi deve essere attribuita a chi distribuisce le risorse agli organismi sportivi, cioè a Sport e Salute. Il mio auspicio è che si riesca a inserire questo passaggio già in fase di conversione del decreto legge”.

Il M5S ha spinto per una riduzione della pianta organica destinata al Coni e ha contribuito a evitare la creazione di una nuova Coni Spa. Quanto è stato importante far approvare queste modifiche? 

“Il Movimento 5 Stelle ha sempre pensato che il Coni dovesse avere una propria pianta organica e del personale e da quando è stata avviata la riforma dello sport nel 2018 questo aspetto non è mai stato messo in discussione. Al Coni, semplicemente, sarebbe spettato il personale necessario ad espletare le funzioni attribuite. Con questo provvedimento seguiamo il percorso definito già con la legge delega del 2019, interrotto però a causa di una serie di fattori, tra cui la pandemia: da una parte far sì che il Coni abbia la sua autonomia, dall’altra mantenere l’integrità di Sport e Salute Spa, che continua a gestire la maggioranza dei dipendenti e una parte di immobili”.

Il deputato M5S Simone Valente

Il deputato M5S Simone Valente

Nell’articolo 27.6 della Carta Olimpica si parla di “preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo”. Senza il vostro decreto, sarebbe arrivata davvero la sospensione del Cio?

“La legge delega 86 del 2019 specificava che ogni decreto riguardante la governance dello sport avrebbe dovuto tenere conto dei principi della Carta Olimpica. Il problema è sorto per una serie di ritardi originati dal cambio di governo nel 2019 e dall’esplosione della pandemia. Sicuramente avremmo dovuto approvarlo prima: avremmo evitato di far aleggiare tra i nostri atleti la paura di gareggiare alle Olimpiadi senza inno e bandiera, e di far pensare all’Italia come a un Paese che non difende la sua immagine a livello internazionale. Mi attengo a quanto ha dichiarato il presidente Thomas Bach, cioè che il Cio era già pronto a comminare delle sanzioni nei nostri confronti. Dall’altra parte, però, penso che la vicenda sia stata un po’ strumentalizzata da chi aveva interesse a farlo”. 

La riforma dello sport del 2019 è rimasta incompleta a causa della mancata definizione delle competenze in materia di governance. Hanno pesato solo i veti politici o ci sono stati problemi tra Coni e Sport e Salute?

“Credo che alcune tensioni tra Coni e Sport e Salute Spa siano dipese dal fatto che la politica non ha saputo trovare una soluzione in tempi congrui: il ritardo ha fatto aumentare la confusione, il disorientamento e l’insoddisfazione, perché dopo la legge 86 del 2019 c’è stata una vera e propria sovrapposizione di competenze. Inoltre, immagino che il Coni abbia fatto il possibile per riprendersi ciò che gli è stato sottratto: era inevitabile che si creassero delle importanti conflittualità”.

Il prossimo step sarà organizzare il passaggio di personale. Quali saranno le condizioni essenziali per approvare la tabella di corrispondenza del personale di Sport e Salute?

“È necessario anzitutto chiarire che non vi sono problemi di inquadramento giuridico-amministrativo in quanto la norma garantisce espressamente tutti gli attuali trattamenti. Ora l’importante è che il Coni sviluppi un’organizzazione efficiente e efficace, in grado di realizzare al meglio la missione che gli è affidata, identificando e valorizzando appieno le proprie competenze”.

Alessio Brandimarte

Mi chiamo Alessio Brandimarte, ho 23 anni e vengo da Roma. Laureatomi in scienze politiche alla LUISS nel 2019, ho iniziato a scrivere di sport per la rivista online LifeFactoryMagazine.