“Nessun rischio esclusionedalle Olimpiadi per l’Italiama il Coni canta vittoria”

Vendemiale (Il Fatto) a LumsaNews “Provvedimento del Cio non definitivo”

Il giornalista Lorenzo Vendemiale si è occupato su Il Fatto Quotidiano della riforma dello sport voluta nel 2018 dall’allora sottosegretario Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale della Lega. Insieme abbiamo analizzato i risvolti del decreto “salva Coni”, in riferimento al suo articolo pubblicato il 27 gennaio scorso.

Possiamo parlare di successo per l’approvazione del decreto “salva Coni”?

“Dipende da che punto di vista. Sicuramente un successo per il Coni, che ha avuto quello che chiedeva e ha utilizzato un problema oggettivo per ottenere dal governo la diretta gestione delle sue risorse umane e immobiliari. Il rischio di non andare alle Olimpiadi è stato un po’ strumentalizzato”.

Ha scritto che “l’Italia ai Giochi olimpici ci sarebbe andata lo stesso”. Non sarebbe quindi mai arrivato un provvedimento di esclusione da parte del Comitato Internazionale Olimpico?

“Questo non lo sapremo mai perché non ci sarà la controprova. Non è vero che l’Italia non sarebbe andata ai Giochi, perché qualsiasi provvedimento non sarebbe stato definitivo. Il Cio peraltro ha tanti problemi in questo periodo: c’è il rischio che le Olimpiadi non si facciano proprio per il Covid, l’Italia non è la principale preoccupazione. Qualora fosse arrivato un provvedimento severo, il governo avrebbe potuto rimediare in qualsiasi momento, anche 24 ore prima dell’inizio dei Giochi. E poi a pochissimi Paesi è stata comminata una sanzione così severa: anche davanti allo scandalo del doping in Russia, il percorso del Cio che ha portato all’esclusione è stato travagliato. La Bielorussia con Aljaksandr Lukashenko ha problemi di indipendenza del comitato olimpico da cinque anni ed è stato sospeso soltanto lo scorso dicembre. Il Cio non avrebbe mai potuto escludere l’Italia per una semplice questione burocratica, ci sarebbe stato tutto il tempo per trovare la soluzione più coerente e organica”. 

Il giornalista Lorenzo Vendemiale

Che ruolo hanno svolto i giornali e la politica in quello che ha definito “il grande bluff orchestrato dal Foro Italico”?

“È stata decisiva la pressione mediatica di alcuni quotidiani che hanno dato per certa l’esclusione dell’Italia dai Giochi, fornendo un’informazione parziale che ha contribuito in maniera determinante a far diventare il Coni un caso nazionale. In una posizione di debolezza, il governo ha scelto di risolvere la questione nella maniera più facile, in quanto non se l’è sentita di affrontare nella tempesta politica l’eventuale critica di una sanzione dal Cio. Il Coni ha giocato la sua partita in maniera intelligente e l’ha vinta”.

Il prossimo step sarà il trasferimento di personale da Sport e Salute al Coni. Perché secondo Lei non sarà un passaggio semplice, come riferisce nel suo articolo?

“Non è semplice trasferire personale da una Spa a un ente pubblico perché ci sono differenze salariali e fiscali. C’è anche un problema di ingresso perché l’ente pubblico può assumere soltanto con concorso mentre la Spa anche senza. Sarà complicato per il Coni continuare a svolgere tutte le attività gestite in precedenza attraverso “Coni Servizi”: una Spa a livello di codice degli appalti è molto più libera di un ente pubblico. Il vero obiettivo di Giovanni Malagò è riavere una Coni Spa, che non gli è stata concessa perché la riforma avrebbe avuto l’effetto di duplicare il tutto. La questione non è risolta, ci sarà probabilmente una riorganizzazione con il nuovo governo. Il decreto ora va convertito in parlamento e quindi potrebbero essere apportate alcune modifiche”.

Alessio Brandimarte

Mi chiamo Alessio Brandimarte, ho 23 anni e vengo da Roma. Laureatomi in scienze politiche alla LUISS nel 2019, ho iniziato a scrivere di sport per la rivista online LifeFactoryMagazine.