ROMA – “Qualsiasi cosa è preferibile o sopportabile, piuttosto che sposarsi senza affetto”. Così Elizabeth Bennet rifiutava il Signor Darcy in “Orgoglio e Pregiudizio”. Un passaggio che ci mostra come già nel 1813 l’idea di una donna forte, in grado di sfidare l’uomo e i ruoli imposti dalla società, iniziava a esistere e avere una voce.
Duecentocinquanta anni fa nasceva Jane Austen, celebre scrittrice britannica e per molti madre del femminismo. Dalla sua penna sono usciti libri tra i più celebri della letteratura classica come “Orgoglio e Pregiudizio”, “Ragione e Sentimento” ed “Emma”.
In occasione del suo compleanno, la scrittrice Giovanna Zucca, con il suo libro “Il segreto di Miss Austen”, ha deciso di fare uscire l’autrice britannica dalla noia alla quale molti l’hanno relegata. “La amo da sempre – racconta Zucca all’ANSA -, da quando sono in grado di leggere. E la cosa che mi ha sempre fatto un po’ soffrire è che dalle biografie ufficiali su di lei, come quella del nipote, viene fuori una donna un po’ grigia, noiosa, che faceva il mezzo punto in campagna. E che, ogni tanto, prendeva la penna”.
In questo libro Zucca ricostruisce con l’immaginazione il personaggio di Jane Austen da giovane, quando ancora non era nota al pubblico. “Fu una signorina ribelle con tutte le limitazioni della sua epoca. Ha deciso di non sposarsi, di vivere per la sua scrittura – racconta l’autrice –. Il matrimonio per lei sarebbe stata una gabbia che le avrebbe impedito di coltivare la sua scrittura”.
Ancora oggi Austen può insegnarci qualcosa. “Ci sono tante di quelle cose dentro i suoi libri, tra le righe – conclude – non a caso quando li leggi a 15 anni capisci delle cose, poi li rileggi a 20, a 30, a 50 e ci sono altri livelli da scoprire. Come per tutte le grandi opere”.


