Ilva, il governo trattaNuova immunità e Cigper trattenere A.Mittal

Conte: "I patti si rispettano" Ma a rischiare non è solo Taranto

Sarà fatto tutto il possibile per far rispettare l’accordo con Arcelor-Mittal e salvaguardare gli interessi dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto. La linea del governo sul caso della più grande acciaieria d’Europa è quella di una lotta senza quartiere per stanare il colosso del siderurgico, che da lunedì ha reso noto di voler recedere gli accordi sulla gestione del polo dell’acciaio tarantino. Un annuncio a cui ha fatto seguito la comunicazione di questa mattina che segna l’avvio della procedura per il disimpegno, che riguarda tutta Italia: oltre a Taranto anche gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure, Milano, Racconigi, Paderno, Legnano e Marghera. Per un totale di 10.777 lavoratori interessati.

Sulla questione si è schierato in prima in linea il premier Giuseppe Conte, che rivestiti per l’occasione i panni dell’avvocato, promette inflessibilità: “È stata fatta una gara e in Italia le regole si rispettano”. Il Presidente del Consiglio ha studiato a fondo i contratti che legano Mittal all’acciaieria e ha insistito sull’impossibilità di una risoluzione delle intese sulla base del ritiro dello scudo penale, che garantiva l’immunità ai vertici del gruppo indiano. La linea quindi è quella della reintroduzione di un nuovo salvacondotto, da inserire nel decreto fiscale.

Anche perché per molti all’interno del governo la faccenda è un’altra: l’ex Ilva perde 2 milioni al giorno e l’attuale gestione vorrebbe tirarsi fuori da una situazione-colabrodo, che tra piani industriali inadeguati e vincoli ambientali, fa acqua da tutte le parti.

Si cerca quindi un ultimo tentativo per recuperare l’accordo e ottenere uno spiraglio dall’azienda: nell’incontro di questa mattina a Palazzo Chigi con i vertici di Mittal, il governo potrebbe proporre un ulteriore ricorso alla cassa integrazione (sono già 1273 i lavoratori ex Ilva che fanno ricorso agli ammortizzatori sociali).

Flavio Russo

1991. Liceo classico e università umanistiche. Curioso di tutto e quindi giornalista. Sono nato lo stesso giorno di Andrea Pazienza, mio padre spirituale. Napoletano, incredibilmente amo la musica, il mare, la pizza e Maradona.