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HomeEconomia La memoria si fa oro: l’impennata dei prezzi della Ram spinti dall’Ia

La memoria diventa oro
La corsa ai prezzi della Ram
trainati dall'Ia

Lo studio dell'ente sudcoreano Trass

L'aumento dei costi dei prodotti Apple

di Sofia Landi03 Settembre 2026
03 Settembre 2026
La RAM di un computer | Foto Pexels

La RAM di un computer | Foto Pexels

ROMA – Non è preziosa quanto l’oro, ma al momento sul mercato vale di più. È la Ram del computer: la memoria temporanea usata dal dispositivo elettronico per lavorare “in tempo reale”. Il suo prezzo commerciale vale quanto 620 grammi del metallo giallo. Spinto dall’intelligenza artificiale – che assorbendo un’enorme quota della capacità produttiva mondiale di memoria – tra il 1° e il 20 agosto 2026, il prezzo medio di esportazione della Dram coreana ha toccato i 92.183 dollari al chilogrammo, l’equivalente di circa 127 milioni di won. Un aumento del 401 per cento rispetto a un anno fa. Lo ha calcolato il Trass (Korea Trade Statistics Promotion Institute), l’ente che monitora le esportazioni della Corea del Sud, patria di due dei tre grandi produttori mondiali di memorie. Ovvero Samsung e SK hynix. 

Da che cosa dipende la corsa ai prezzi

Un incremento non indifferente. Basti pensare che, dal gennaio 2023 – anno in cui ChatGPT, cominciava a farsi conoscere – è stato pari a 12,5 volte. Ma quali sono le cause di questa impennata dei prezzi? I grandi acceleratori AI, le Gpu (i processori specializzati nei calcoli grafici e paralleli) che Nvidia, AMD e i colossi del cloud installano non si limitano più a usare Dram tradizionale. Necessitano di quantità ingenti di Hbm, la memoria ad alta banda pensata per stare al  passo dei chip più rapidi del pianeta. Ogni wafer di silicio (che compone i chip) dedicato alla produzione di Hbm è una piccola fetta che non produce più la Dram che finisce nei nostri computer. Samsung, SK hynix e l’americana Micron hanno orientato le linee produttive verso ciò che rende di più.

Chi fa i conti con l’impennata dei costi

Il risultato? Una crisi che perdura da oltre tre anni, per cui si prospetta un futuro ancora ricco di incertezze e coni d’ombra. SK hynix, interpellata più volte, ha dichiarato che le proprie stime interne non parlano di un ritorno alla normalità prima del 2030, quando l’equilibrio tra domanda e offerta potrebbe tornare ad allinearsi. E le conseguenze, per chi produce elettronica di consumo, sono tangibili e concrete. Apple, per citare un esempio lampante, ha aumentato i prezzi di diversi prodotti nel corso dell’anno. Peraltro, diverse analisi di settore stimano che i server equipaggiati con le nuove GPU Rubin di Nvidia potrebbero vedere i propri prezzi lievitare tra il 15 e il 17 per cento. Un problema, quindi, che non colpisce solo il singolo acquirente, ma anche le grandi macchine che fanno funzionare l’Ia.

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