MADRID – Shakira torna in Europa, a distanza di otto anni, e lo fa trasformando un concerto in un vero e proprio evento culturale. A Madrid, dove ha fatto costruire un’arena capace di accogliere circa 600 mila spettatori in 12 date, la popstar colombiana chiude il suo tour mondiale mettendo in scena non soltanto trent’anni di carriera, ma anche il racconto di una rinascita personale.
La caduta e il ritorno sulla scena
Il filo conduttore dello spettacolo è chiaro fin da subito. Sui maxischermi viene proiettata una figura gigantesca in mezzo al deserto. Cade nella sabbia, per poi riemergere ricomponendo il proprio corpo. È l’immagine di una donna che, dopo una lunga fase di difficoltà, torna a essere se stessa ed a occupare il centro della scena. Infatti, sullo sfondo della vita della star, ci sono la separazione dall’ex calciatore Gerard Piqué, l’addio alla Spagna e la vicenda fiscale che si è conclusa con la vittoria e la successiva restituzione di 55 milioni di euro. Anche sul piano musicale il percorso non era stato lineare: dopo l’accoglienza tiepida dell’album “El Dorado”, la svolta è arrivata nel 2023 con “BZRP Music Sessions, Vol. 53”, il dissing musicale nei confronti dell’ex marito, diventato anche il simbolo della nuova fase della cantante.

Un concerto tra epoche e generi diversi
Nasce, così, una scaletta che attraversa epoche e generi: dal rock degli esordi al pop, fino al reggaeton e al latin urban. “Las de la intuición”, “Hips Don’t Lie”, “Ojos así” e “Whenever, Wherever” si alternano a momenti più intimi, nei quali Shakira parla di solitudine, consapevolezza e forza femminile. Sul finale, invece, affida alla musica più popolare il compito di chiudere il cerchio, con i celebri inni per i Mondiali di calcio “Waka Waka” e il recentissimo “Dai Dai”.
Il Macondo Park: la città temporanea per sostenere la cultura ispano-americana
Ma la vera novità si trova fuori dall’arena. Attorno alla struttura, realizzata in sedici mesi a sud della capitale spagnola, è nato il Macondo Park, ispirato alla città immaginaria di “Cent’anni di solitudine” del suo conterraneo García Márquez. Biblioteca, gastronomia, musica, moda, spazi per bambini e un museo dedicato alla carriera della cantante, compongono una sorta di città temporanea volta a sostenere la cultura ispano-americana

Il dibattito tra business e latinità
Il progetto punta così a unire intrattenimento e identità latinoamericana. In Spagna ci si chiede se si possa trattare di un’operazione di marketing o davvero di un’iniziativa culturale. Ciò che sembra certa è la volontà di Shakira di lasciare lontano dal palco i temi politici e migratori che hanno caratterizzato i tempi recenti e che altri artisti hanno deciso di mettere al centro dei propri concerti


