Calcio e Coronaviruspronti i tagli agli stipendiLa Figc studia il dossier

L'Italia seguirebbe il modello inglese Si valuta anche un fondo di garanzia

Il calcio è fermo, le partite non si disputano, gli allenamenti non vengono svolti e i calciatori, dunque, non praticano l’attività per la quale sono pagati. Non è ancora chiaro quando l’emergenza virus verrà superata permettendo, tra le tante cose, la ripresa del campionato di Serie A. E non si sa nemmeno se i campionati ripartiranno mai.
Se ne parla già da alcune settimane: il taglio degli stipendi degli atleti non è più un tabù, come ha detto negli ultimi giorni il numero uno della Federcalcio, Gabriele Gravina.
Oggi la Lega invierà alla Figc la documentazione con le proposte per contenere le perdite economiche causate dallo stop. Tra i vari punti, anche quello degli stipendi.

Il modello Premier League
L’obiettivo è, coinvolgendo le altre leghe europee e sollecitando la Uefa, il taglio del 30 per cento degli stipendi. È il criterio che vorrebbero adottare in Inghilterra: in Premier League sono state giocate il 75 per cento delle partite e l’idea è una decurtazione del 25 per cento. La Serie A applicherebbe lo stesso metodo: nel campionato italiano sono state giocate 26 giornate su 38, ossia due terzi della stagione. In questo caso il taglio sarebbe del 30 per cento, con un risparmio complessivo lordo di 465 milioni.

Il fondo di garanzia
I calciatori non subiranno tutti la stessa decurtazione, ma saranno costituite delle fasce di reddito. Per chi occupa quelle più basse, quindi coloro che guadagnano meno, si sta studiando la creazione di un fondo di garanzia.
La Figc valuterà la documentazione delle varie leghe e venerdì invierà un dossier al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
La Serie A, inoltre, vuole chiedere all’Uefa un regolamento trasversale, coinvolgendo la Fifpro, il sindacato europeo dei calciatori.
Il sindacato nazionale, l’Associazione italiana calciatori guidata da Damiano Tommasi, intanto prende tempo per capire se la stagione potrà ripartire o se dovrà arrendersi al Coronavirus.

Andrea Murgia

Nato a Palermo l’8 aprile 1993, ho una laurea triennale in Scienze della Comunicazione e adesso ho iniziato il Master biennale in Giornalismo alla Lumsa. Amo lo sport, in particolare calcio e motori, e la musica rock e metal.