L’appello di Jorge Mario Bergoglio ai potenti: “Siate custodi del creato e dell’ambiente, proteggetelo”

Dal vice presidente americano Joe Biden alla Cancelliera tedesca Angela Merkel. Dal presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso, al Principe Alberto II di Monaco. A omaggiare il nuovo Pontefice oggi, in piazza San Pietro, c’erano i portavoce di ottanta potenze mondiali. Folta la rappresentanza dell’America Latina, continente di Papa Francesco: Dilma Rousseff, presidente del Brasile, Sebastian Pinera, capo di Stato del Cile, Enrique Pena Nieto, presidente messicano, Federico Franco, presidente del Paraguay e Laura Chinchilla, presidente del Costarica. Non sono mancati i rappresentanti delle case reali come Filippo e Letizia di Spagna, in compagnia del premier Mariano Rajoy, in rappresentanza della regina Elisabetta era presente il duca di Gloucester, il re Alberto e la regina Fabiola del Belgio. La delegazione italiana era composta da 16 persone: il presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, i nuovi presidenti delle Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini, e il presidente del Consiglio, Mario Monti. Per la prima volta dal 1024, l’anno in cui la Chiesa ortodossa si separò da quella cattolica, è arrivato anche il Patriarca ecumenico della Chiesa ortodossa, che ha sede ad Istanbul, Bartolomeo.
Cristina Fernandez de Kirchner. Presente alla cerimonia, seduta in prima fila sotto la statua di San Paolo, anche la Presidente argentina che ieri era stata ricevuta, in privato, dal pontefice, suo conterraneo. Tra Papa Bergoglio, già arcivescovo di Buenos Aires, e Cristina Kirchner, non è corso buon sangue in passato, e dopo la sua elezione al soglio pontificio, settori del kirchnerismo non hanno perso l’occasione di attaccare Bergoglio rilanciando la vecchia accusa di complicità con l’ultima dittatura militare argentina. Accusa che il Vaticano ha respinto sempre con fermezza. Ma ora i toni sembrano più morbidi, tanto che la Kirchner è apparsa partecipe e commossa durante l’omelia.
Presenza discussa.
Era seduto proprio accanto alla delegazione europea, il controverso presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, sottoposto alle sanzioni di Bruxelles che gli impediscono di viaggiare se non per “obblighi religiosi”. Sul sagrato di San Pietro chi ha commissionato le sanzioni e chi le ha ricevute, si sono trovati, quindi, fianco a fianco per rendere omaggio a Papa Francesco. Il leder africano era venuto in Italia già diverse volte: la prima, nel 2005, per i funerali di Giovanni Paolo II; poi tornò nel 2008 e nel 2009 per i vertici Fao, in piena crisi alimentare mondiale.
L’appello ai potenti
. Papa Francesco ha voluto rivolgere una preghiera ai rappresentanti delle nazioni di tutto il mondo: “Vorrei chiedere, per favore, a  tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo”.

Mariangela Cossu