Lazio-Roma
il derby anomalo
pochi ultrà nelle curve

I romanisti potrebbero disertare la Sud
tifoserie contro le regole del prefetto

Il deserto (o quasi) che farà da scenario al derby LazioRoma del 4 dicembre stona con il frastuono che si è alzato nella Capitale intorno alla partita più importante della stagione. Sul terreno dell’Olimpico sarà una sfida per l’alta classifica: la Lazio è a un solo punto di distanza dalla Roma e una vittoria dei biancocelesti significherebbe il sorpasso.

Sugli spalti invece enormi spazi vuoti. Sul fronte Lazio – squadra ospitante – sono previste 40mila presenze, un successo vista la media stagionale di 18mila spettatori. Mentre la sponda giallorossa risponde con una mobilitazione ancora più fiacca, visto che i tagliandi della Sud, gli unici in vendita insieme a qualcuno di Monte Mario, faticano a trovare acquirenti. Continua, dunque, la protesta degli ultras contro le barriere: la divisione delle curve dello stadio Olimpico, disposta in estate dalla Questura per motivi di sicurezza e osteggiata dai tifosi di Roma e Lazio.

Quella del derby sarà l’ennesima occasione per i tifosi estremisti di mandare un messaggio di protesta al prefetto Gabrielli e alle misure restrittive che ha introdotto. Il supporto alla squadra giallorossa si trasferisce dunque per le vie della città – in corteo a Testaccio per vivere il derby di ritorno – o sul web, dove l’eco delle voci di protesta acquisisce forza nella condivisione sui social.

Nel mirino della tifoseria ci sarebbe la gestione del filtraggio e del pre-filtraggio nelle ore precedenti della partita che causerebbe difficili condizioni di fruizione dello stadio per chi desidera assistere al gioco dal vivo: difficoltà di acquisizione dei biglietti, elevato costo dei tagliandi, lontananza dei parcheggi e scomodità nel raggiungimento dell’impianto.

Intanto la Roma ha ricevuto dal giudice sportivo un’ammenda di 40mila euro (con diffida) per gli incidenti in prossimità dello stadio di Bergamo, domenica scorsa. Il club farà ricorso perché ritiene sia assurdo dover pagare per dei fatti accaduti in trasferta, avendo adottato tutte le misure di sicurezza necessarie di sua competenza.

Simone Alliva

Laureato all'università Lumsa di Roma in Scienze dell’informazione, comunicazione e marketing, ha iniziato la professione da giornalista pubblicista nei giornali locali della Calabria. Passando nel 2013 al settimanale “L’Espresso”, dove si è occupato di cronaca politica e diritti civili.