L'Iran continua a protestareper i diritti delle donnee contro la crisi economica

Teheran: risponderemo alle sanzioni Ue Nessuna novità sull'italiana arrestata

Si intensifica la repressione del regime Islamico in Iran delle proteste dei cittadini scatenate dalla morte della studentessa di 22 anni Masha Amini, uccisa dalla polizia morale perché non indossava correttamente l’hijab. Ad oggi sono oltre 180 i manifestanti uccisi, tra cui 18 minori. Ai proiettili di gomma si sono sostituiti da giorni quelli di metallo utilizzati per esecuzioni sommarie. Attraverso gli scioperi nelle università e nelle fabbriche petrolchimiche uomini e donne invocano riforme sociali a cui si aggiungono richieste di soluzioni alla crisi economica seguita alle sanzioni, alla povertà e alla corruzione.  

Da lunedì, alcuni lavoratori del settore petrolifero si sono uniti alle proteste in due importanti complessi di raffineria, collegando una chiave del settore della teocrazia iraniana ai disordini. Coinvolti nello sciopero gli stabilimenti di Assaluyeh, Abadan, Bushehr, Kangan, Damavand e Hengam. Il sindacato della fabbrica di zucchero di canna Haft-Tappeh ha annunciato sostegno allo sciopero affermando che continuerà a dare supporto alle proteste per Masha. Quello che accomuna le due proteste, però, è la natura anti-regime. Come si vede dai video che circolano sui social media i lavoratori scesi in piazza nella città di Asalouyeh hanno intonato slogan come “Abbasso il dittatore”, in riferimento alla Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei.

 

Reazioni della Comunità internazionale e dell’Ue
L’Unione europea pensa a possibili sanzioni contro Teheran ma il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian, fa sapere l’agenzia Irna, si dice pronto “a ricambiare se verranno applicate misure restrittive da parte dell’Ue”. Questo perché l’Iran non permetterà a nessuna parte dall’interno o dall’esterno di prendere di mira la sicurezza nazionale del Paese”. “Ho contestato l’ingerenza dell’Europa nei nostri affari interni” – ha scritto Amirabdollahian su Twitter a proposito della telefonata con l’omologa francese Catherine Colonna dopo il fermo di 5 cittadini francesi in carcere in Iran – Abbiamo concordato che il rispetto reciproco e i benefici prevalgono sulle relazioni e convenuto che violenza e terrore dovrebbero essere affrontati”. 

Alessia Piperno
È ancora nel carcere di Evin, a Teheran, Alessia Piperno, la travel blogger italiana arrestata il 28 settembre con l’accusa di aver preso parte alle manifestazioni in nome di Masha Amini. A lei e agli altri stranieri fermati in Iran è rivolto il messaggio del portavoce del ministero degli Esteri Nasser Kassani. “I cittadini stranieri che si trovano in Iran per turismo o per affari devono rispettare le leggi del Paese”. “Le indagini continuano e le rispettive ambasciate e i cittadini stranieri vengono informati degli ultimi sviluppi”, ha spiegato Kassani. “L’Iran è un Paese sicuro per tutti i viaggiatori stranieri, nessuno verrà disturbato. Ma devono rispettare le nostre regole”. Ma il padre della ragazza romana replica: “Non mi risulta che Alessia stesse partecipando alle manifestazioni”, per poi aggiungere che “Sulla situazione di Alessia purtroppo non ci sono novità” e che la famiglia preferisce il silenzio.

 

Spunta intanto un video inedito di Nika Shakrami, l’altra ragazza simbolo della protesta, ritrovata col cranio fracassato dopo dieci giorni in cui si erano perse le sue tracce. La polizia ha detto invece che la 17enne sarebbe caduta da un edificio. È stata la madre a riconoscerla nelle immagini che la ritraggono mentre protesta.

Francesca Funari

Mi chiamo Francesca Funari, sono nata il 2 luglio 1997 e sono di Norcia. Sono laureata in Scienze della Comunicazione. Ho lavorato con Il Nuovo Diario Messaggero e presso la Uil nazionale.