ROMA – “Stabilicum”. È questo il nome della nuova legge elettorale che sta infiammando l’opposizione. Il testo, tre articoli e 43 pagine, è stato depositato ieri 26 febbraio sia alla Camera sia al Senato. Così il centrodestra ha vinto la scommessa: mettere a punto il documento prima del referendum sulla giustizia. Senza però consultare, almeno ufficialmente, il centrosinistra che grida battaglia.
Schlein: “Legge elettorale per noi inaccettabile”
“Questa accelerazione”, ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, “è il frutto della preoccupazione per l’esito referendario. La fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere e dalle indiscrezioni il testo pare molto distorsivo della rappresentanza. Ha degli elementi che sarebbero per noi inaccettabili”. “Il governo”, le fa eco Giuseppe Conte, “trova l’intesa per la riforma elettorale e per la riforma della giustizia ma nulla invece per tutti i nostri giovani sottopagati”.
Cosa prevede il nuovo testo
Dopo decenni l’Italia si prepara così a tornare al proporzionale e perde i collegi uninominali. Due le grandi assenze sulle schede. Il nome del candidato premier, che sarà nei programmi elettorali, e le preferenze. Il premio di governabilità è fissato al 40% e ammonta a 70 deputati e 35 senatori. Se nessuno schieramento raggiunge la soglia, c’è un ballottaggio tra le coalizioni al 35%.
La maggioranza difende l’impianto della riforma
A difendere la riforma dell’attuale legge elettorale Fratelli d’Italia e Lega. Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi si dice pronto a dialogare con chiunque. “A me”, ha commentato Matteo Salvini, vicepremier e leader leghista, “l’impianto culturale che è uscito fuori piace: chiunque vinca vince e governa. Questo è l’importante”. Per la maggioranza il nuovo proporzionale con premio di governabilità serve per la stabilità e il pluralismo.
La simulazione Youtrend per SkyTg24
Ad avvantaggiarsi, con le attuali stime dei partiti, sarebbe proprio il centrodestra che otterrebbe un distacco tale da poter governare senza particolari problemi. Dal 46% di preferenze al 57% dei seggi, a differenza di quanto succederebbe con l’attuale sistema elettorale. Con il Rosatellum, infatti, ci sarebbe un pareggio e nessuna maggioranza assoluta. È il quadro che viene fuori dalla simulazione Youtrend per SkyTg24. L’assenza delle preferenze e l’eliminazione dei collegi uninominali farebbero comporre un Parlamento composto da nominati, ma il proporzionale con un premio di maggioranza alto rischia di provocare distorsioni della rappresentatività nel nome della governabilità.


