ROMA – L’art. 34 della Costituzione afferma che “la scuola è aperta a tutti”. Eppure, l’istruzione costa, sempre di più. In un decennio il prezzo dei testi scolastici è schizzato del 25-30%, con una spesa di circa 600 euro per i tre anni delle medie e oltre 1.200 euro per le superiori. Un conto che si fa ancora più salato nelle famiglie in cui ci sono più figli iscritti a scuola, motivo per cui molti sono spesso obbligati a comprare libri usati.
Unione Nazionale Consumatori: “Colpo di grazia per le famiglie italiane”
A questo dato si aggiunge il confronto con il 2025, denunciato da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: “I libri scolastici rincarano del 2,3% rispetto al 2025 e il ministro Valditara ha fatto la bella pensata di alzare quest’anno dal 15 al 20% la possibilità per le scuole di sforare il budget di spesa per i libri scolastici della scuola secondaria di primo e secondo grado”. Secondo Dona, “il colpo di grazia” per chi manda i propri figli a scuola è rappresentato “dall’escamotage che da anni gli istituti adottano per non rispettare i tetti e sfuggire così ad ogni vincolo, ossia lo stratagemma dei libri ‘consigliati’, come se fossero facoltativi e le famiglie poi non li acquistassero”.
La proposta del Codacons: “Rendere detraibili libri, quaderni e cancelleria”
Sulle barricate anche il Codacons, che chiede all’esecutivo di Giorgia Meloni di rendere detraibili dalle tasse anche libri di testo, quaderni, cancelleria e materiale didattico necessario alla frequenza scolastica. “Oggi la normativa prevede agevolazioni fiscali per una spese legate alla frequenza scolastica, ma lascia fuori alcune delle voci che ogni anno incidono maggiormente sui bilanci familiari, a partire dai libri di testo e dal materiale di cancelleria acquistati autonomamente, spesa che può raggiungere in Italia i 1.300 euro a studente”, sostiene l’associazione.
L’attacco di Appendino a Valditara: “Si svegli e trovi i fondi necessari”
“Dietro questi numeri, ci sono scelte quotidiane che nessun genitore dovrebbe fare”, denuncia la deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, che attacca il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. “Far rinunciare i figli alla gita scolastica per pagare i libri, tagliare sulla spesa di settembre per far quadrare il conto in tempo per il primo giorno di scuola, chiedere un anticipo in busta paga. Valditara, invece di rincorrere l’ennesima crociata ideologica, si svegli e trovi i fondi per aiutare le famiglie italiane”.


