ROMA – Quattro anni a Palazzo Chigi e un record che nessun altro governo della Repubblica aveva mai raggiunto. Oggi, 4 settembre, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni supera il Berlusconi II e diventa il governo più longevo della storia repubblicana, con 1.413 giorni consecutivi in carica. Un traguardo che la presidente del Consiglio rivendica come prova della solidità della maggioranza, mentre, dal canto loro, le opposizioni lo sbandierano come il simbolo di quattro anni di immobilismo.
Meloni: “Stabilità condizione per programmare”
“È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità”, ha scritto Meloni sui social, sottolineando però che “la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare”. Nel bilancio della premier trovano spazio occupazione, sostegno a famiglie e imprese, sicurezza, conti pubblici e ruolo internazionale dell’Italia. “I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare”, ammette.
“Questa stabilità non è merito di una persona sola”, sottolinea Meloni, rivendicando una maggioranza “unita” e una visione comune. Il record, infatti, è soprattutto il risultato di una coalizione che ha mantenuto la propria compattezza, ma la premier ha già lo sguardo rivolto alle prossime elezioni: “Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro”.
Opposizioni all’attacco
Ma mentre a Bari Fratelli d’Italia prepara la festa per celebrare il traguardo, l’opposizione va all’attacco e grida all’immobilismo dell’esecutivo. “Meloni festeggia, l’Italia no”, osserva la segretaria del Pd Elly Schlein, che parla di “quattro anni buttati” e accusa la premier di essersi “chiusa nel Palazzo” e di non ascoltare il Paese. “L’unica priorità di Meloni è cambiare la legge elettorale per provare a garantirsi la rielezione”, incalza la leader dem.
Durissimo anche il Movimento 5 Stelle. “Questo governo ha la grande responsabilità di aver avuto quattro anni e di aver fatto zero riforme”, attacca Giuseppe Conte, accusando Meloni di aver stretto “accordi con i poteri forti”.
Critiche anche da Avs, che oggi scende in piazza con lo slogan “Giorgia, ma che festeggi?”. Il segretario della Cgil Maurizio Landini, invece, invita a giudicare un governo non dalla sua durata, ma dai risultati. “Stanno passando cinque anni, si sta meglio o si sta peggio? Io credo che, banalmente, il bilancio è che oggi purtroppo la gente sta peggio di cinque anni fa”, sentenzia Landini.


