MILANO — Modificare gli algoritmi delle piattaforme per ridurre i rischi legati alla dipendenza dai social. Questa è una delle principali richieste avanzate da esperti e associazioni impegnate nella tutela dei minori. In Italia è infatti al vaglio del Tribunale civile di Milano la class action contro Meta e TikTok.
L’obiettivo
I promotori della causa spiegano che l’obiettivo non sia ottenere maxi-risarcimenti. “Al giudice non chiediamo miliardi di risarcimento bensì modifiche strutturali all’algoritmo per risolvere un problema di salute pubblica”, ha dichiarato Antonio Affinita, direttore generale del Movimento italiano genitori (Moige, ndr.).
Le richieste
La class action chiede tre interventi: vietare l’accesso ai social ai minori di 16 anni, modificare gli algoritmi e avviare una campagna di informazione sui rischi dell’utilizzo delle piattaforme. I legali hanno spiegato infatti che 3,5 milioni di bambini italiani tra i 7 e i 14 anni sono attivi su Meta e TikTok con dati non verificati o falsi. Restando quindi in balia degli algoritmi. L’udienza conclusiva è prevista per il 19 novembre dopo la prima tenutasi il 14 maggio.


