ROMA – Aumenta la tensione diplomatica tra Italia e Francia. Il botta e risposta tra la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron alimenta le polemiche intorno al caso Deraque. Sull’uccisione dell’attivista nazionalista Meloni aveva espresso cordoglio, denunciando un clima d’odio.
Macron: “L’Italia non commenti”
La premier italiana aveva definito l’accaduto “una ferita per l’intera Europa”, suscitando una dura reazione di Macron. A margine di una visita ufficiale a Nuova Delhi, l’inquilino dell’Eliseo ha invitato Meloni a non commentare gli affari francesi. “Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite”, ha ironizzato. Parole accolte con stupore da Palazzo Chigi.
La risposta della premier: “Sono riflessioni necessarie, non un’intrusione”
Durante l’intervista rilasciata ieri 19 febbraio a SkyTG24, la presidente del Consiglio ha ribadito la sua posizione. “Non la considero un’intrusione. Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti” ha specificato. La premier ha poi ricordato di aver commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk, considerando i suoi interventi “una riflessione necessaria per combattere un clima che può riportarci indietro di qualche decennio”. Meloni ha inoltre ricordato che in passato la Francia ha dato asilo politico “a fior fiore di brigatisti rossi”.
Le polemiche sul caso Deraque in Italia
Dopo gli scontri tra i banchi di Montecitorio tra maggioranza e opposizione sul caso Deraque, le dichiarazioni di Macron provocano reazioni anche da parte di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia. Secondo Giovanbattista Fazzolari “davanti a una tragedia del genere, è doveroso da parte di tutti quantomeno esprimere una considerazione”. Nicola Procaccini si dichiara basito dal modo in cui Macron ha ironizzato, “paragonando i ragazzi come Quentin a delle pecore”. Carlo Fidanza reputa “incomprensibili” le divisioni diplomatiche: “Meloni non ha attaccato il governo francese ma ha espresso vicinanza al popolo e alla famiglia della vittima”.


