MILANO – La fiamma olimpica accende emozioni, ma può anche bruciare. Per molti campioni che hanno scritto pagine indelebili dello sport azzurro, il viaggio verso Milano Cortina 2026 si sta consumando da spettatori, esclusi da quel rito simbolico che più di ogni altro rappresenta il riconoscimento di una carriera. Portare la torcia non è una passerella. È il tributo a sacrifici, vittorie e storie che hanno costruito l’identità olimpica del Paese. Eppure, mentre la fiamma attraversa l’Italia tra sponsor, show e influencer, diversi ori del passato restano ai margini, come se quelle imprese appartenessero già a una memoria scomoda.
Lo ha raccontato Silvio Fauner, protagonista dell’oro nella staffetta 4×10 a Lillehammer 1994, una vittoria memorabile oggi apparentemente dimenticata. Di quel quartetto solo Marco Albarello ha portato la torcia; esclusi Fauner, Maurilio De Zolt e Giorgio Vanzetta. Così come altri nomi simbolo dello sci nordico e non solo. Un’assenza che pesa, soprattutto se si considera che i tedofori sono stati oltre diecimila.
Le responsabilità si intrecciano tra Fondazione Milano Cortina, sponsor e Coni. Il Comitato olimpico rivendica un ruolo limitato ai portabandiera e a pochi momenti chiave, mentre le scelte finali risultano già definite. Intanto, lungo il viaggio della fiamma, trovano spazio personaggi dello spettacolo e influencer, utili alla visibilità social ma lontani dallo spirito olimpico. Il risultato è una sensazione diffusa: lo sport, e la sua memoria, rischiano di restare sullo sfondo.
Abodi: “Spiazzato dalla scelta dei teodofori”
“Ho chiesto, alla luce di quello che è emerso, informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione. In linea di principio è evidente che le leggende dello sport e chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione. Sono rimasto anche io un po’ spiazzato, oggettivamente, perché di fronte ad un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola, tra i 10.001 tedofori, credo che la platea degli olimpionici dovesse essere un’avanguardia”. Lo ha detto Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani, a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto Campo Giovani al Viminale, parlando della polemica sul mancato coinvolgimento nel viaggio della fiamma olimpica di Milano-Cortina di alcune leggende dello sport, dopo l’intervista alla Gazzetta dello Sport dell’olimpionico dello sci di fondo, Silvio Fauner. “Il tour della fiaccola è la testimonianza dei valori rappresentati dal fuoco olimpico che le persone devono mettere in campo, dimostrando di saper rappresentarli non solo con le parole ma con i fatti. Mi riservo di avere tutte le informazioni, per poi esprimere una valutazione”, conclude Abodi.
Le parole di Matteo Salvini su Milano-Cortina
“Miliardi di persone accenderanno la televisione fra 25 giorni e vedranno il frutto di un gran lavoro di squadra”. Queste le parole del vicempremier, Matteo Salvini, a margine del convegno della Lega ‘Visione turismo. Politiche, territori, competenze, futuro’, in Senato. “Ci sono in questo momento centinaia di operai, di tecnici, di ingegneri, di donne e di uomini al lavoro. Poi gli italiani guarderanno in televisione il grande successo sportivo, che però è figlio di un lavoro di anni e anni, giorno e notte, anche in queste notti di freddo ci sono operai che stanno scavando e quindi il ringraziamento è a loro”, ha concluso.


