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Milano-Cortina, gli atleti sono pronti ma i cantieri no: è corsa contro il tempo

di Enza Savarese03 Febbraio 2026
03 Febbraio 2026
milano cortina lavori

I lavori di allestimento delle strutture olimpiche in piazza Castello Cairoli, Milano 1 Febbraio 2026, ANSA/MATTEO CORNER

MILANO – Gli atleti olimpici stanno raggiungendo Milano e Cortina, pronti per dare tutto nei giochi invernali. A non essere ultimate, però, sono le infrastrutture. Non tutte, per lo meno. A una settimana dalla cerimonia d’apertura quasi la metà degli impianti è ancora in costruzione. Lo confermano i dati di Simico S.p.a, l’azienda incaricata dei lavori. L’investimento complessivo di 3.540.304.464,68 (miliardi) di euro non è bastato per ultimare i progetti in tempo e, ad oggi, solo 40 impianti su 98 sono pronti. I cantieri alle infrastrutture essenziali per far partire i giochi finiranno solo il 5 febbraio, un giorno prima della cerimonia d’apertura. 

I dubbi sull’Arena Santa Lucia per l’hockey

Le polemiche sono in particolare per i lavori ancora in corso all’Arena Santa Giulia, a Milano, nel palasport per le partite di hockey. La struttura, già un mese fa, era finita nelle critiche di canadesi e americani, preoccupati per i lavori ancora in corso. In un articolo il New York Times aveva infatti sottolineato le preoccupazioni di Bill Daly, vice commissario della Nhl, che si era detto pronto a ritirare i propri giocatori se l’arena non avesse soddisfatto i loro standard. All’inaugurazione del villaggio olimpico però, il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha disteso gli animi assicurando che “ci sono dettagli da sistemare, ma siamo pronti a partire”.

La cabinovia sostituita dalle navette

Il secondo nodo è quello legato alla costruzione della cabinovia Apollonio‑Socrepes, che a Cortina avrebbe dovuto portare gli spettatori alle piste da sci. Eppure il progetto, definito inizialmente indispensabile, non sarà pronto per i Giochi. I dirigenti sono quindi corsi ai ripari valutando un servizio navetta per gli spettatori. Una soluzione che non solo ha causato una diminuzione dei biglietti, ma generato anche timore tra i residenti di Cortina per la viabilità. Tanto che la Fondazione Cortina ha richiesto la chiusura delle scuole durante i tre giorni di giochi. Proposta rifiutata però dalla Prefettura durante il vertice per il piano mobilità. 

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