ROMA – Undici anni dopo la candidatura di Roma alle Olimpiadi estive del 2024 – poi stoppata dall’allora sindaca grillina Virginia Raggi – l’ipotesi di riportare il braciere olimpico di nuovo nella Capitale non è una semplice suggestione.
L’ultimo in ordine di tempo a sollevare l’argomento, anche se indirettamente, è stato il presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, che nel corso della conferenza stampa conclusiva dei Giochi invernali ha spiegato che trattare oggi l’argomento rischia di essere “prematuro”, “sbagliato” e “controproducente”.
Ma – cautele a parte – in queste settimane dal mondo politico e sportivo non sono mancati i segnali su una candidatura della Città eterna per la versione estiva di un’Olimpiade “diffusa”, tutta italiana.
Il ministro Abodi: “Un sogno che ha bisogno di riflessione”
Mentre Malagò ha evitato accuratamente annunci e promesse, il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, ha messo da parte la prudenza e non ha esitato a parlare di Roma 2040 come di “un sogno che ha bisogno di qualche settimana di riflessione”.
Segnali grandi e piccoli, che sembrerebbero andare tutti nella stessa direzione. Come quelli del presidente del Coni Luciano Buonfiglio, che ha sponsorizzato Roma come sede naturale dei Giochi: “Lì che una percentuale di impianti già realizzati. Credo che il nostro Paese meriti un’altra Olimpiade estiva, perché una volta ci è stata scippata”.
Gualtieri: “Roma è pronta a candidarsi”
A rilanciare la candidatura di Roma è stato anche il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, che in un’intervista al Corriere della Sera ha chiarito quali saranno le regole d’ingaggio in caso di verdetto positivo: “Le condizioni penso ci siano. Se si valuterà che è un obiettivo realistico, sono pronto a collaborare con il Governo e il Coni per costruire la candidatura più competitiva possibile. Una Capitale come la nostra non deve avere timore di misurarsi con le grandi sfide: il Giubileo ha dato una prova concreta della nostra capacità di organizzare e gestire grandissimi eventi”, ha spiegato.
Il nodo delle strutture esistenti
Sulla partita di Roma 2040 resta però l’incognita economica. Su questa il Comitato olimpico chiede garanzie certe per accogliere la candidatura italiana. Per ridurre al minimo gli sprechi di denaro pubblico, l’alternativa potrebbe essere la rivalutazione dei palazzetti già esistenti con il Foro italico “cuore” dei Giochi. Mentre la realizzazione di nuove strutture verrebbe presa in considerazione soltanto per quei progetti che hanno le potenzialità di rimanere strategici per la promozione dei Giochi anche dopo la fine della manifestazione.
Chiusi i Giochi di Milano-Cortina: Italia da record
Il modello dovrà essere quello di Milano-Cortina, che tante soddisfazioni ha regalato all’Italia. Gli azzurri hanno chiuso questa edizione casalinga dei Giochi con 10 ori e 30 medaglie complessive, infrangendo tutti i primati di Lillehammer ’94.
I volti di questa impresa sono quasi tutti femminili. Le doppiette di Federica Brignone nello sci alpino e Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di velocità. Ma anche il trionfo di Lisa Vittozzi nell’inseguimento del biathlon e quello della coppia Voetter-Oberhofer nello slittino.
Ma Milano-Cortina verrà ricordata anche per l’impresa di Arianna Fontana, che ha raggiunto quota 14 medaglie olimpiche, come nessuno mai nella storia dello sport italiano.


