Movida romana, continuano le violenze. Pronti i «nasi elettronici» anti droga e alcol

Di notte o di giorno non fa differenza: Roma è una città insicura. A confermarlo non solo i ripetuti e recenti casi di violenza, già significativi di per sè, ma anche i provvedimenti della Questura che hanno portato alla chiusura di 38 locali capitolini negli ultimi tre mesi. Alcol, droga e risse. Un mix di fattori micidiale, che mette ogni sera a repentaglio la sicurezza di turisti e non.Locali notturni colpiti dai provvedimenti. Uno dei casi che ha fatto più scalpore è quello della 22enne ragazza australiana, ritrovata all’inizio di luglio esanime e in un lago di sangue in via Milazzo, nei pressi della Stazione Termini. A questo, tuttavia, si affiancano numerose altre situazioni analoghe. L’allarme suona ancora più forte se, a finire nella bagarre, c’è anche un locale emblematico da diverse generazioni: il Piper di via Tagliamento che è stato costretto ad abbassare le saracinesche per quindici giorni, a causa di due risse verificatesi nell’arco di una settimana. Tra le violazioni più frequenti che hanno portato alla chiusura dei locali, vi è quella della pratica illegale dei «pub crawl», tour alcolici a pagamento vietati da un’apposista ordinanza comunale valida fino a fine settembre.

«Nasi elettronici» contro la violenza. Alla decisione del Tar del Lazio di sospendere il provvedimento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che prevedeva una proroga all’ordinanza anti-alcol fino al 30 settembre col divieto di vendere bevande tra le 23 e le 6, è arrivata la pronta risposta del Campidoglio. Entro due settimane dovrebbero entrare in funzione i «nasi elettronici»: dispositivi installati nelle 14 telecamere di nuova generazione per la videosorveglianza che, attraverso sensori bluetooth e audio, consentiranno di percepire nell’aria la presenza di forti concentrazioni di alcol e stupefacenti. Le nuove apparecchiature tecnologiche, ancora in uno stadio sperimentale e posizionate inizialmente solo nella zona di Trastevere, dove ancora non funzionano, saranno estese anche ad altre zone sensibili di Roma quali Campo de’Fiori, San Lorenzo, Monti e sulla «Gay Street» (situata in via di San Giovanni in Laterano-Colosseo).

La rabbia degli abitanti del centro storico. Oltre al degrado di zone prestigiose della nostra città e all’incolumità delle persone frequentanti le zone turistiche, sembra essere a rischio anche la serenità dei residenti delle aree limitrofe ai principali luoghi della movida romana. L’Associazione abitanti centro storico ha ribadito la necessita di interventi del Campidoglio per anticiparela Ztl e rifare l’ordinanza anti-alcol.

Il nocciolo della questione, in definitiva, ruota attorno alle esigenze contrapposte di commercianti e cittadini. Meritevoli, in ogni caso, di essere ascoltate al fine di raggiungere una mediazione concreta.

Gianluca Natoli